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13 Gennaio 2004 ARCHEOLOGIA
nature.com
Scavando nel passato
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Gli scienziati hanno ricostruito la storia ambientale di una città mineraria celtica, mediante lo scavo in una cava di torba presso Digione in Francia, alla ricerca di residui di piombo, e grani di polline.

I risultati confermano alcune teorie storiche riguardo l´insediamento, sostiene Fabrice Monna dell´Università di Borgogna con sede a Digione, che ha guidato lo studio. "Gli archeologi sostenevano che qui si fosse svolta attività mineraria prima del primo secolo d.C., ma non si aveva nessuna evidenza diretta di ciò fino ad oggi".

Ma i risultati servono anche come sobrio ammonimento dei tempi di durata dell´inquinamento. Il team di Monna ha concluso che circa il 20% dell´inquinamento da piombo presente nella torbiera al giorno d´oggi, è stato prodotto prima dell´XI secolo, e circa il 50% prima del XVIII. "Ciò dimostra che ogni contaminazione da piombo che noi creiamo oggi, durerà per migliaia di anni nel futuro

"Oggi, l´area è assolutamente verde, e non vi sono industrie nella zona" aggiunge Monna. Ma le tracce lasciate dall´attività umana sono chiaramente ancora osservabili nella torbiera. Il piombo estratto nel XIX secolo, per esempio, è ancora a livello di circa 80 microgrammi per grammo di torba. "E´ un livello piuttosto alto" sostiene Monna.

La scoperta non è particolarmente sorprendente per i chimici ambientali. Una volta che il piombo viene assorbito da un materiale organico, quale la torba, tende a mantenersi intatto, piuttosto che ad essere lavato via dall´acqua. Ma lo studio sottolinea che i ricercatori dovrebbero prestare maggiore attenzione alle fonti dell´inquinamento. In particolare, le survey ambientali dovrebbero considerare la storia dei siti quando si occupano dei livelli di inquinamento, così che l´impatto delle moderne attività non sia sovrastimato.

La torbiera analizzata dai ricercatori si trova nella regione di Morvan in Francia, circa 100 km a sud-ovest di Digione.

Il gruppo non ha trovato tracce di attività estrattiva da prima del 1300 a.C., ma ha comunque individuato un livello "naturale" di inquinamento da piombo che potrebbe provarsi importante per i futuri tentativi di bonifica del sito. I dati relativi ai pollini mostrano che l´area era coperta di noccioli, faggi e querce, oltre che da qualche coltivazione di cereali.

Ma attorno al 1300 a.C. aprì la prima miniera di piombo. In quei giorni, il piombo era una risorsa di valore ed era usato per aiutare a fondere gli altri metalli. L´aggiunta di piombo, infatti, abbassava il punto di fusione della mistura di metalli a temperature che una fornace a carbone poteva raggiungere –circa 700 gradi. Il piombo veniva usato successivamente per tubi d´acqua ed altri contenitori.

L´apertura della miniera è segnata da una brusca ascesa nei livelli di piombo nella torbiera, insieme con una discesa dei pollini dagli alberi locali, che furono probabilmente abbattuti per procurare combustibili per le fornaci. L´´inquinamento da piombo culminò nel I secolo a.C., dopo che una tribù celtica si insediò nell´area e sfruttò i ricchi giacimenti di piombo, argento e zinco delle coline circostanti; e poi nuovamente, nel XIX secolo nel pieno della Rivoluzione Industriale.