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21 Ottobre 2003 ARCHEOLOGIA
msnbc
Nave romana getta luce sulle difese
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WOERDEN, Olanda – Gli archeologi olandesi hanno rinvenuto un nave cargo romana a remi, scoperta unica che, dicono, potrebbe spiegare come la Roma imperiale difendeva il suo regno sulla frontiera settentrionale.

La chiatta, risalente a circa il 100 d.C., è stata dissotterrata nella città olandese di Woerden, una volta sede dell´insediamento militare romano di Castellum Laurianum, sulle rive del Reno.

L´imbarcazione dal fondo piatto era attrezzata per almeno 12 rematori. I remi avrebbero permesso ai romani di navigare attraverso le forti correnti della regione tedesca di Eiffel, dalle quali venivano prelevate rocce per rinforzare le fortificazioni lungo la frontiera.

Fino ad ora, gli archeologi e gli storici avevano pensato che i romani potessero navigare solo a favore di corrente con i loro vascelli da trasporto, che ricordano le chiatte di oggi.

Il natante sembra essere della lunghezza di 100 piedi romani esatti – ovvero, circa 100 piedi moderni, o circa 30 metri. Gli archeologi hanno pensato che tali navi venissero smantellate, al fine di utilizzare sia il legno che il materiale trasportato come materiale da costruzioni.

"Questa è la prima volta che abbiamo la prova che queste chiatte potevano navigare anche controcorrente" ha dichiarato l´archeologo Wouter Vos.

I vascelli da trasporto, 30 dei quali sono stati scoperti nel nord-ovest dell´Europa, si datano al periodo in cui i romani stavano potenziando le loro fortificazioni lungo i confini settentrionali dell´impero.

L´estuario fangoso del Reno non conteneva rocce per rimpiazzare le pareti di calcare e le torri, così questi materiali dovevano essere importati dalla Germania via fiume.

Ognuno dei 15-20 forti romani lungo il Reno olandese era presidiato da 500 soldati mercenari provenienti dalle località più disparate dell´impero, controllati da una forte legione di 5, 000 elementi romani, di stanza a Nijmegen.