Una nuova datazione degli spettacolari dipinti rinvenuti in grotte preistoriche rivela che sono molto più antiche di quanto ritenuto finora.
Analisi degli isotopi di carbonio del materiale usato nelle pitture dei cavalli a Chauvet, nel centro sud della Francia, mostra che risalgono a 30.000 anni or sono, una scoperta che induce a rivedere drasticamente le dinamiche dello sviluppo di questo tipo di arte
I notevoli disegni di Chauvet sono stati scoperti nel 1994 quando un geologo inciampò nell´entrata nascosta di una grotta che dava accesso ad una serie di camere sotterranee, in una scarpata rocciosa nella regione di Ardeche.
Dal momento che le pitture appaiono artistiche e complesse come quelle, posteriori, di Lascaux, si può pensare che l´arte si sviluppò molto prima di quanto mai creduto prima d´ora.
L´analisi è stata portata avanti da Helene Valladas, e dai suoi colleghi del Laboratorio per gli Studi sul Clima e l´Ambiente al centro di ricerca francese della CEA-CNRS a Gif-sur-Yvette.
Le pitture rupestri preistoriche trovate in Francia e Spagna mostrano che l´uomo antico era un artista di notevoli capacità.
Quando Pablo Picasso visitò nel 1940 le cave di Lascaux, allora appena scoperte, commentò a proposito dell´arte moderna "non abbiamo scoperto niente di nuovo".
Che siano molto antiche è indubbio, ma datarle è stato difficile a causa della piccola quantità di carbone trovata sui muri o nella grotta. L´elemento è necessario, nella forma di carbone o d´ossa, per l´applicazione della tecnica standard della datazione al carbonio.
Per aggirare il problema, i ricercatori francesi hanno usato una tecnica ancora più nuova chiamata spettrometro ad accelerazione di massa. Questo separa e conta gli isotopi di carbonio trovati negli animali morti e nella materia vegetale.
quest´esame ha provato che i disegni di Chauvet dovrebbero essere compresi tra 29.700 e 32.400 anni or sono. Il che significa circa 10.000 anni prima dei disegni rupestri trovati nelle grotte di Lascaux che risalgono a 17.000 anni or sono circa.
Secondo Helene Valladas la ricerca mostra che l´uomo antico era piuttosto abile in quest´arte come del resto i suoi successori 13.000 anni dopo.
"Gli storici che hanno tradizionalmente interpretato l´evoluzione dell´arte preistorica come una stabile progressione da rappresentazioni semplici a rappresentazioni più complesse, dovrebbero riconsiderare le loro teorie sull´origine dell´arte" ha detto.
La ricerca è stata riportata dalla rivista scientifica Nature.
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