È tutto pronto, dalla lista dei relatori del convegno alla prossima campagna di scavi. Il convegno si chiamerà: "Dall´Oliva al Savuto. Studi e ricerche sul territorio dell´antica Temesa", e sarà il punto sulle ricerche, di assoluta importanza, condotte a Campora. La dice lunga la lista dei relatori: il Soprintendente Archeologico, il prof. La Torre (Univ. di Messina), Tiné (Museo Pigorini di Roma), Pacciarelli (Univ. di Napoli), La Rocca (Soprintendenza di Salerno), Mele (Univ. di Napoli), Maddoli (Univ. di Perugia), De Sensi Sestito (Univ. di Cosenza),
Agostino e Mollo (Soprintendenza di Reggio Calabria), Greco (Univ. di Napoli), Spadea (Soprintendenza di Reggio Calabria), Caltabiano (Univ. di Messina), Givigliano (Univ. di Cosenza), e Torelli (Univ. di Perugia). Sulla collocazione di Temesa nel Basso Tirreno Cosentino c´è letteratura recente ed antica, ipotesi sorrette da valutazioni delle caratteristiche morfologiche (posizione dominante e difendibile, presenza di acqua, clima temperato), ed ancora un terzo ordine di considerazioni: l´area tra i fiumi Oliva e Savuto, era, in passato, la più adatta all´ancoraggio delle navi e, quindi, ai rapporti commerciali, e forse anche la principale via di comunicazione con la Sibaritide. Il tempio greco di Imbelli (IV-V secolo a.C.) ed i suoi reperti, le ricerche sul territorio di Serra di Aiello, e gli scavi di Campora lasciano pochi appigli agli scettici. Questo "oro" sotto i piedi ha spinto il sindaco Tonnara, e gli assessori Vadacchino e Carratelli, a puntare sulla storia e l´archeologia dell´hinterland amanteano (Campora, Serra di Aiello, Cleto, Aiello Calabro, e San Pietro). Del prezioso aiuto Tonnara ha inteso ringraziare il Presidente della Provincia Mario Oliverio e l´assessore Stefania Covello. Sul fronte degli scavi l´Amministrazione vuole far emergere anche la Temesa romana che si affianca a quella greca ed a quella ausone. "Per località Principessa – scrive la dott.sa Agostino della Soprintendenza di Reggio Calabria – ci si propone un intervento di scavo vista la ricchezza "archeologica" verificata anche sulla base delle ricognizioni effettuate che hanno evidenziato la presenza di frammenti ceramici, laterizi da costruzione anche con bolli, resti di strutture murarie in superficie". Si vuole scavare, insomma, per definire la realtà archeologica locale. L´intervento costerà 30 mila euro, durerà 20 giorni e impiegherà 4 operai, un numero imprecisato di studenti, un archeologo, un direttore degli scavi, ed un disegnatore-topografo.
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