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13 Febbraio 2007 ARCHEOLOGIA
adnkronos
TORNA ALLA LUCE LA CITTA' SCOMPARSA DI AMYCLAE
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In provincia di Latina, sulle ultime propaggini dei monti Aurunci, subito alle spalle della cittadina di Fondi, sono stati ritrovati i resti della perduta città di Amyclae, uno dei primi centri urbani del Lazio, famosissima nell'antichità' e di cui si erano perse le tracce già alla fine del IV secolo a.C. La scoperta, presentata sul nuovo fascicolo della rivista ''Archeologia Viva'', e' stata effettuata dagli archeologi Lorenzo Quilici dell'Università' di Bologna e da Stefania Quilici Gigli dell'Università' di Napoli durante approfondite indagini condotte sul terreno con gli studenti.

Durante gli scavi sono già tornate alla luce le rovine di alcune case e una parte delle gigantesche mura. Molti autori latini ricordano Amyclae nei loro testi, parlandone come di una città mitica di cui già ai loro tempi si erano perse le tracce. Fra questi Plinio il Vecchio che parlando del famoso vino Cecubo afferma che il vitigno era coltivato nella zona del golfo di Amyclae, diventato oggi la piana di Fondi. Altri autori latini riferiscono che la città sarebbe stata fondata, come Taranto, da un gruppo di spartani, non senza l'intervento di divinità e personaggi mitici. La sua stessa fine veniva ricordata nel mondo antico come un evento straordinario, avvolta nel silenzio, con gli abitanti sterminati da migliaia di serpenti usciti dalle paludi.

Il motivo per cui del famoso centro laziale, vissuto fra VI e IV secolo a.C. e interamente costruito in dura pietra calcarea, si era completamente persa la memoria costituisce da solo una vera curiosità storica, spiegabile tuttavia, affermano gli archeologi, con il fatto che il pianoro in cui sorgeva la città si raggiunge con estrema difficoltà dopo una lunga arrampicata e che le pur imponenti rovine si mimetizzano fra le rocce della montagna e i recenti terrazzamenti agricoli.