Il patrimonio archeologico della Valle d'Aosta si è arricchito di una tomba per incinerazione risalente al primo secolo dopo Cristo. Il ritrovamento è avvenuto nella zona nord del cantiere del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corleans. Nella tomba delle dimensioni di 2 metri per uno sono stati trovati quaranta oggetti, definiti dagli archeologi "di grande valore per la qualità e lo stato di conservazione".
Si tratta di bottiglie in vetro, vasi, piatti e coppette in ceramica, cinque lucerne e una moneta appartenenti ad un unico soggetto. Il ritrovamento è stato presentato, sul luogo degli scavi, dall'assessore regionale alla Cultura, Laurent Vierin, dal Soprintendente per i Beni e le Attività culturali, Roberto Domaine e da Gaetano de Gattis, della Direzione restauro e valorizzazione.
"Troppo spesso - ha detto l'assessore - a scavi e ritrovamenti archeologici non viene dato il giusto risalto, e per questo motivo intendiamo d'ora in poi pubblicizzare il lavoro degli esperti nei cantieri, dimostrando alla popolazione che i disagi che devono patire sono compensati dal grande valore storico e artistico dei manufatti rinvenuti, anche tenendo presente che il ritrovamento attuale non ha comportato alcun ritardo rispetto ai tempi previsti nel programma dei lavori".
Il corredo funerario è stato ritrovato lungo l'asse viario di epoca romana (in quel tempo era comune eseguire le sepolture lungo la strada) con, a fianco, anche una sepoltura più piccola, probabilmente destinata ad un bambino. "Si tratta di un tipo di sepoltura comune nella zona - ha spiegato De Gattis - e coeva di quelle ritrovate nell'area della vicina chiesa a pagoda di Saint-Martin".
Gli oggetti ritrovati non hanno per ora permesso di risalire al sesso del defunto, "ma dalla quantità e qualità del corredo funerario - ha affermato l'archeologa della Soprintendenza Patrizia Framarin - è lecito ipotizzare che si trattasse di un personaggio importante, probabilmente il membro di una famiglia di possidenti della zona".
I reperti, dopo il restauro, verranno temporaneamente esposti in un'apposita sezione del Museo archeologico regionale.
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