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3 Luglio 2006 ARCHEOLOGIA
Repubblica.it
DOMANI RECUPERO ANCORA SOMMERSA DA 2300 ANNI
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Si trova sul fondo del mare antistante Palermo da almeno tre secoli prima della nascita di Cristo. È una grande ancora che una pattuglia di sommozzatori della Polizia di Stato ha individuato qualche giorno fa e che domani mattina sarà riportata in superficie dallo speciale corpo sub della locale Soprintendenza ai Beni Culturali. Il ritrovamento dell'ancora ha già messo in moto la macchina dell'archeologia e degli studi specifici nel settore, determinando una serie di ipotesi sull'età e sulla provenienza del reperto. E' verosimile che l'ancora, risalente a circa 2300 anni fa, date le grosse dimensioni, appartenesse ad una voluminosa imbarcazione impiegata per il trasporto di derrate alimentari, soprattutto sale e olio, da Cartagine fino al porto di Anzio. Il particolare che l'ancora sia stata rinvenuta a 40 metri di profondità e non in prossimità della la costa dove l'acqua è più bassa, lascia pensare che la grossa imbarcazione sia stata coinvolta in una mareggiata o in un fortunale che ne abbia causato l'inabissamento. Non è neppure escluso che in zona possa essere individuato il relitto dell'imbarcazione. Un ruolo fondamentale nella vicenda è stato svolto dai sommozzatori della Polizia di Stato, tradizionalmente impegnati nella prevenzione di reati riguardanti la pesca e la navigazione da diporto, ma non certo nuovi a scoperte di notevole portata archeologica. L'utilità del loro intervento in materia di ritrovamenti di reperti archeologici è legata soprattutto alla capacità di anticipare gli avvistamenti di pescatori senza scrupoli che spesso non denunciano quanto recuperato riciclando in vario modo i preziosi materiali.