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14 Dicembre 2005 ARCHEOLOGIA
RAI
LA DOMUS AUREA RISCHIA DI CROLLARE: RESTERÀ CHIUSA PER DUE ANNI
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La Domus Aurea, uno dei più importanti monumenti della Roma antica, è chiusa da oggi per motivi di sicurezza, dopo che le ultime abbondanti piogge hanno aggravato problemi strutturali, fino ad ora non affrontati in modo sistematico. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione che ha rivolto un appello alle istituzioni nazionali e locali, a partire dal ministero dell'Economia, per salvare l'importante comprensorio archeologico. "Siamo costretti a chiudere da oggi la Domus Aurea - ha detto il ministro - poiché sono venute a mancare le ragioni di sicurezza".

La Domus Aurea, (casa dorata in latino) risale al 69 d.C. Fu Nerone, a farla costruire come la più vasta dimora imperiale di Roma, espropriando la valle tra Esquilino, il Celio e il Palatino. 150 stanze in tutto, di cui finora accessibili solo 32.

"Dovremo chiudere - ha spiegato il ministro - le 32 stanze della Domus aperte dal 1999 ad oggi. Le motivazioni sono da attribuire sia alle condizioni climatiche, quindi alle continue piogge che hanno causato delle infiltrazioni, ma anche a questioni più importanti. Il problema della Domus, comunque - ha aggiunto - non può essere separato da quello generale che riguarda tutta la zona di Colle Oppio dove ci sono varie infiltrazioni e dal Palatino, dove nei giorni scorsi c'è stato il crollo di un muro, ma su cui noi stiamo già lavorando e siamo ottimisti".

Il ministro Buttiglione ha inoltre spiegato come - i lavori urgenti, quindi atti a riaprire la parte finora accessibile della Domus Aurea, dureranno 2 anni e sono necessari 5 milioni di euro. Per questo - ha aggiunto - rivolgo un appello al ministero del Tesoro, al comune di Roma, alla provincia e alla regione, anche perché sappiamo tutti quale opera straordinaria sia la Domus Aurea e che parte del nostro rinascimento arriva proprio da lì".

Il ministro ha sottolineato che non sta crollando la Domus ma "a causa delle infiltrazioni, si stanno staccando degli affreschi e delle parti di intonaco. Per questo non è più garantita la sicurezza sia per i dipendenti che per i visitatori".

Il caso della Domus Aurea è solo la punta dell'iceberg perché le magre finanze di cui dispone il ministero per i Beni culturali rischiano di mettere a repentaglio la tutela di molti monumenti dell'archeologia romana. Insieme alla Domus, infatti, rischiano il Palatino, settori delle Terme di Caracalla e le Terme di Diocleziano dove sono stati avviati lavori di urgenza. E' indispensabile, ha sottolineato Buttiglione, che rientrino i tagli previsti dalla Finanziaria per i Beni culturali: "Quello che sta avvenendo - ha scandito - dimostra che le nostre richieste di ridurre i tagli sono minimali. Con meno di quello che chiediamo sarà impossibile proteggere il nostro patrimonio. Bisognerebbe perfino ripensare a strumenti come la legge per Roma capitale".

"La città di Roma - ha detto Buttiglione - è un grande museo a cielo aperto e per questo richiede costante attenzione. Ci vorrebbe un ampliamento della valorizzazione di questo patrimonio. Ma questo, più che un problema tecnico è un problema politico".