CLASSE – La prima immagine di sempre di un soldato dell´antica marina romana è tornato alla luce presso un´antica base navale romana a Ravenna.
Il soldato è inciso su una pietra funeraria, o stele, nella necropoli sommersa di Classe (l´antica Classis), l´area un tempo portuale in cui si trovava di stanza nell´Adriatico la flotta romana.
Scoperte precedenti al sito avevano mostrato solo persone in abiti civili.
Un´iscrizione funeraria sulla lapide riporta che si trattava di un ufficiale di una piccola nave ("liburna") usata per catturare i pirati.
Nonostante la stelle sia piccola – circa un metro di lunghezza – i dettagli dell´incisione sono intricati.
Il soldato ha un taglio di capelli tondeggiante, lineamenti infantili tipici delle incisioni dell´era Giulio-Claudiana del I secolo d.C.
Indossa un´armatura modellata sul suo corpo con una striscia sulle spalle ed un gonnellino militare di frange di cuoio, sopra i leggeri ma resistenti sandali militari chiamate caligae (da cui il noto imperatore Caligola ha avuto il suo nome). Porta un giavellotto pesante ("pilum") e una piccola spada corta chiamata "gladius" infilata nella cintura decorata.
Sull´armatura si trova una fascia che gli esperti ritengono potesse essere una decorazione militare.
Parte dell´iscrizione è mancante. Il nome del soldato sembrerebbe essere Monus Capito. La sua nave era chiamata "Aurata" o Dorata, e l´uomo che eresse la stele, probabilmente un compagno d´armi, si chiamava Cocneus.
La stele è stata trovata sotto tre metri di acqua da sommozzatori che aiutavano gli archeologi ad individuare un ampio tunnel dal tardo periodo imperiale.
La pietra è stata prelevata dal suolo sepolcrale ed usata per sostenere una parte del tunnel che era crollata.
Gli esperti hanno dichiarato che la scoperta avrà un posto d´onore nel Museo Archeologico del luogo.
"Classis" in latino significa "flotta" ma anche l´abbreviazione per indicare il luogo in cui stava stanziata la flotta. Roma aveva due flotte mediterranee, una di base a Ravenna, e l´altra presso Napoli. La pirateria era un problema significativo per le navi dei mercanti romani, e la marina frequentemente lanciava spedizioni punitive contro i predoni dalla Cilicia, ora nel sud della Turchia.
Nel corso di una di queste, Giulio Cesare catturò ed uccise i pirati che lo avevano catturato e trattenuto per il riscatto.
In seguito Pompeo il Grande schiacciò i pirati romani nel corso di una famosa campagna militare.
La marina romana era una diramazione dell´esercito, ed usava metodi di combattimento da esercito. Le navi raggiungevano ed agganciavano i vascelli nemici così che i soldati potessero salire a bordo ed attaccare.
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