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5 Luglio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Sole 24 Ore
A GALEATA, IN ROMAGNA, GLI SCAVI DELLA VILLA DELL'IMPERATORE
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Era la Versailles di Teodorico e sta venendo alla luce grazie all'impegno dell'archeologo Sandro De Maria dell'Università di Bologna. Una grande villa capace di ospitare l'intera corte di Teodorico quando da Ravenna si trasferiva in quel di Galeata sulle colline romagnole. Luogo perfetto per la caccia e ricco di storia (prima terra degli Umbri poi municipium romano). Luogo ricco di acque tanto che Traiano fece partire da qui un acquedotto per rifornire Ravenna e la leggenda vuole che Teodorico vi giunse nel 502 d.C. per restaurarlo. Giunse e non volle più andar via, costrinse la gente del luogo a costruire la villa ma l'anacoreta Ellero incitava i coscritti a incrociare le braccia. Allora Teodorico prese il suo cavallo e salì al monastero di Ellero, ma alla vista del santo rimase immobilizzato. Un segno divino che Teodorico non poté ignorare e che lo spinse a donare nuove fertili terre al monastero. La storia è da sempre creduta vera dagli abitanti della valle ma il primo a scommetterci fu un tedesco, Siegfried Fuchs che nel 1942 decise di scavare dove l'erba cresceva diversa e trovò i muri di un edificio di età teodoriciana. Nel 1998 De Maria ha ripreso le indagini ed ha individuato terme e altre parti della villa. Purtroppo le spoliazioni e l'aratro hanno privato gli edifici dei decori, ma i resti di marmi preziosi e multicolore, di vetri sottili e le innumerevoli tessere di mosaico ne rivelano gli antichi splendori. Una villa grandiosa di cui l'edificio scoperto da Fuchs è solo una modesta parte. Adesso sono al termine i lavori di restauro della chiesa di Sant'Ellero e quelli per rendere visitabile la parte della villa portata alla luce. In accordo con l'Università, il Comune di Galeata sta unendo le forze per un progetto ambizioso: fare del paese un centro di eccellenza per l'archeologia dell'Università di Bologna.