AXUM, Etiopia – Migliaia di Etiopi hanno salutato e pianto di gioia al ritorno del primo pezzo dell´obelisco di Axum, un antico tesoro nazionale che il regime fascista romano prelevò oltre 68 anni or sono.
La folla ha esultato quando il massiccio jet cargo che riportava il primo pezzo del monumento funerario è apparso tra la nebbia che avvolgeva il cielo del primo mattino di Axum, una città settentrionale, centro dell´antica civiltà etiope.
L´Antonov 124 di fabbricazione russa, uno dei soli due velivoli al mondo in grado di trasportare una delle tre porzioni del monumento, è atterrato dolcemente su una pista costruita appositamente.
Il jet, il cui costo è stato sostenuto dall´Italia e proveniente da Roma, ha riportato la prima parte del monumento nella sua terra d´origine dopo circa sei decenni da quando l´Italia ne aveva promesso la restituzione dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Ma le discussioni e gli ostacoli logistici hanno trattenuto l´obelisco a Roma, per lungo tempo nella piazza antistante il palazzo della FAO.
Protetti da un complesso involucro di protezione, di metallo ed altri materiali, al primo segmento si uniranno gli altri due nei prossimi 10 giorni, e quindi il monumento sarà ri-eretto nello stesso sito in cui le truppe italiane lo prelevarono nel 1937, dividendolo in tre e portandolo a Roma come simbolo di vittoria sull´Etiopia.
La restituzione dell´obelisco è divenuta un argomento di rilievo internazionale, perché si inserisce su una disputa di lungo termine, circa l´opportunità che i beni artistici e storici prelevati in modo illecito, seppure in tempi passati, facciano ritorno al paese d´origine. Ad esempio, la Grecia ha ripetutamente richiesto la restituzione dei Marmi di Elgin, frammenti del tempio del Partenone di Atene rimossi all´inizio del XIX secolo, dal British Museum di Londra.
Nel 1980 l´UNESCO ha istituito un comitato che tenta di promuovere il ritorno delle proprietà culturali ai paesi d´origine.
Ad Axum, 850 km dalla capitale Addis Abeba, i residenti sono scesi nelle strade, le scuole sono rimaste chiuse per tutto il giorno, ed i palazzi sono stati decorati con striscioni e bandiere etiopi.
La ri-erezione della stele – come gli archeologi chiamano l´obelisco – è considerata la seconda parte di questa seria sfida, anche per i moderni ingegneri, e fa riflettere sul modo in cui gli antichi costruttori riuscirono ad erigerlo, senza l´ausilio dei moderni mezzi meccanici.
L´obelisco è considerato tra i più raffinati tra gli oltre 120 di Axum, la città della leggendaria Regina di Saba, che regnò 1, 000 anni prima della nascita di Cristo.
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