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19 Ottobre 2004 ARCHEOLOGIA
L´Unione Sarda
RIEMERGE DALLA ROCCIA LA STORIA DELL´ANTICA SILKI
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Isola di Sant´Antioco - Un frammento della storia millenaria di Sant'Antioco è riemersa ieri mattina dal passato. A raccontarla, anfore, lucerne, vasi, piatti - una sessantina in tutto - che facevano parte del corredo funerario di un antico abitante dell'isola, di cui sono stati rinvenuti solo frammenti ossei, sepolto in un ipogeo punico scavato nel tufo.

Nella via Belvedere, che è stata chiusa al traffico vista l'importante operazione, archeologi della Sovrintendenza alle antichità hanno aperto la tomba a camera del quinto secolo ritrovata casualmente il 15 settembre nel corso dei lavori di posa dei tubi dei canali di guardia. Erano le nove del mattino, quando è caduto l'ultimo diaframma che ha unito in una sorta di filo sottile la storia antica con quella moderna della fenicia Solki, oggi Sant'Antioco.

Gli operai del Geoparco e quelli della Sovrintendenza hanno lavorato dalla mattina presto per raggiungere la tomba che si trova a circa due metri di profondità dal livello stradale. Ad entrare per primo nell'ipogeo è stato il responsabile per Sant'Antioco della Sovrintendenza Paolo Bernardini, che poi ha curato personalmente lo scavo.

Dopo la messa in sicurezza della tomba e fatte le foto per censire il sito, tutto il terriccio, che per secoli ha sepolto i reperti, è stato caricato su una camion con destinazione gli uffici della Sovrintendenza di via Bobano dove verrà grigliato accuratamente alla ricerca di minute testimonianze. Magari gioielli o frammenti ossei. Tutti gli altri oggetti recuperati sono invece stati prelevati delicatamente per poi essere catalogati e studiati. Una scoperta importante - commenta Paolo Bernardin¡ - che ci premette di studiare la necropoli sinora conosciuta.

La particolarità della tomba, che potrebbe anche essere dell'età punica (in quanto probabilmente risalente alla prima metà del quinto secolo avanti Cristo), è data dal fatto che è stata scoperta ad oltre un metro dai rinvenimenti finora effettuati. A far presumere che la tomba possa essere di quel periodo è il corredo il funerario. Resta il fatto che anche le anfore commerciali, le prime ritrovate a Sant'Antioco, sono sicuramente di epoca antecedente a quella punica. Un'altra peculiarità di questa tomba è il fatto che è più piccola di quelle ritrovate sinora. Sicuramente perché si tratta di una roccia molto dura continua Paolo Bernardini - una specie di trachite che ha sicuramente impegnato chi l'ha scavata. Lo scavo è andato avanti per tutta la mattina sotto gli occhi di una folla di curiosi che hanno seguito con attenzione il lavoro degli archeologi. E´ senz'altro una bella novità allargare il perimetro della zona archeologica - afferma il vicesindaco Lucia Pittau - ed è una bella emozione seguire dal vivo uno scavo archeologico. Ci auguriamo che Comune e Sovrintendenza possano ancora lavorare insieme per far conoscere e le bellezze archeologiche di Sant'Antioco. Dopo essere stata scavata e censita l'antica tomba è stata rinchiusa per sempre in attesa che un altro qualche frammento emerga ancora dal passato.