Se gli antichi romani avessero celebrato il Giorno della Famiglia, i festeggiamenti avrebbero dovuto comprendere le balie, gli schiavi e probabilmente molte altre persone senza alcuna relazione di sangue, secondo una nuova ricerca dell´Università di Calgary.
Un´analisi della classicista, dottoressa Hanne Sigismund Nielsen su più di 4, 500 iscrizioni su pietre tombali romane, mostra che il nostro concetto della Famiglia Romana necessita di essere esteso per includere molto più che soli parenti, nonni e figli.
"Le famiglie romane non somigliavano affatto alla nostra struttura familiare di oggi" ha dichiarato la Nielsen, che ha trascorso più di 10 anni ad esaminare le iscrizioni latine. "Molte relazioni familiari esistevano per scelta e non erano ricompresse nella famiglia biologica". Per esempio, gli schiavi erano spesso legati ai loro padroni per volontà reciproca, le famiglie includevano frequentemente parenti o bambini, e le balie erano tenute in grande considerazione. Il legame era particolarmente stretto perché le madri affidavano loro in modo completo i bambini per i primi tre anni di vita. Loro si preoccupavano dell´allattamento, dello svezzamento e delle cruciali fasi della crescita.
La Nielsen ha scritto un libro sulla sua ricerca intitolato Roman Relationships: The Evidence of the Epitaphs (Parentele nell'Antica Roma: le Evidenze negli Epitaffi), che è attualmente in fase di revisione prima della pubblicazione. Malgrado gli epitaffi siano stati documentati e compilati nei riferimenti del libro, fino ad ora nessuno li ha comprensivamente descritti e analizzati. La Nielsen riunisce un database di 4, 500 iscrizioni complete da un totale di 40, 000 epitaffi, molti dei quali solo frammentari.
"Non era casuale quel che veniva iscritto sulle pietre tombali" ha sottolineato. "Gli antichi romani non erano milionari e i tagliatori di pietra si facevano pagare per ogni lettera incisa. Credo per questo che riflettano reali emozioni ed un vero affetto."
La ragione per cui le famiglie romane probabilmente comprendevano così tanti individui non imparentati dalla nascita va trovata nel tasso di mortalità estremamente alto. Con un´aspettativa di vita non molto superiore ai 45 anni, una piccola unità familiare non sarebbe potuta sopravvivere.
"Una giovane di 15 anni, era normalmente sposata ad un uomo di 10-15 anni più grande. Data l´aspettativa di vita di 45 anni, avrebbe messo al mondo circa cinque o sei figli, di cui circa la metà sarebbe morta".
Nielsen racconta che le iscrizioni più toccanti erano sempre collegate a bambini morti in tenera età. "Il dolore è tangibile: "Qui giace il piccolo... era un bambino dolcissimo" La morte era una presenza reale di questi tempi, le famiglie soffrivano la morte dei bambini, ed era sempre molto doloroso."
Malgrado ci si aspetti che il libro della Nielsen avrà un notevole impatto in seno alla disciplina, dissipando le comuni assunzioni circa gli epitaffi, la ricerca ci dice anche qualcosa riguardo alla nostra vita presente. "Dato che il nostro modo di comprendere il mondo è in molti modi derivato dai romani, è importante che conosciamo qualcosa della loro cultura. Perfino se non ci curassimo della storia, potremmo imparare qualcosa circa noi stessi, guardando ad una cultura dove le cose si svolgevano in modo differente."
Vi sono comparativamente pochi ricercatori specializzati nella storia sociale romana, e perfino meno che si siano occupati degli epitaffi. Una di queste assunzioni è che la ricerca della Nielsen dissipa le relazioni di donne e matrimonio. "La maggior parte dei libri di testo di storia sociale romana ci dice che erano nomale pretendere la castità dalle mogli e che era generalmente lodata ovunque negli epitaffi. Ma le evidenze puntano in un senso diverso."
Non fu prima del 300 d.C., quando cominciò a dominare la cristianità, che l´idea della castità fu citata nelle iscrizioni. Malgrado i matrimoni romani prima di quel tempo fossero monogamici, non era qualcosa meritevole di essere immortalato. Prima di allora, verso la metà del III secolo, le mogli tendevano ad essere descritte come "molto care".
di Michael A. Cremo, Richard L. Thompson2. Archeologia Misterica
di Luc Bürgin3. Archeologia dell'impossibile
di Volterri Roberto4. Archeologia eretica
di Luc Bürgin5. Il libro degli antichi misteri
di Reinhard Habeck6. Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol
di Roberto Volterri, Alessandro Piana7. Il mistero delle piramidi lombarde
di Vincenzo Di Gregorio8. Le dee viventi
di Marija Gimbutas9. Come ho trovato l'arca di Noè
di Angelo Palego10. Navi e marinai dell'antichità
di Lionel Casson
ARCHEOLOGIA BIBLICA
ECCEZIONALE RITROVAMENTO IN UN TUNNEL SEGRETO IN MESSICOARCHEOLOGIA BIBLICA
CIMITERO DI ANFORE IN DUE NAVI ROMANE NELLE EOLIEARCHEOLOGIA BIBLICA
SCOPERTI VASI DI ARGILLA CRUDI A POMPEIPALEONTOLOGIA
IL GIGANTE DI ATACAMA: UN ALTRO GEOGLIFO CHE SFIDA LA NOSTRA COMPRENSIONE DEL PASSATOARCHEOLOGIA BIBLICA
TROVATA AD ORVIETO LA TESTA DEL DIO DEGLI ETRUSCHIPALEONTOLOGIA
IL MISTERO DELLE TORRI SEGRETE DELL'HIMALAYAARCHEOLOGIA BIBLICA
UNO SCAVO ILLEGALE SCOPRE UN TEMPIO DI THUTMOSE IIIPALEONTOLOGIA
LA BUFALA CHE GESU' FU PADRE E MARITOPALEONTOLOGIA
IL "SEME MAGNETICO" CHE DIEDE VIA ALLA VITA VEGETALE SULLA TERRAPALEONTOLOGIA
TRAPPOLE PER DEMONI SCOPERTE IN INGHILTERRA













