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10 Dicembre 2007 ARCHEOLOGIA
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Gli Spartani non gettavano i bambini deformi: nuove ricerche
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ATENE – Il mito greco secondo cui gli Spartani gettavano i neonati deformi da un´alta rupe non è sostenuto da scavi archeologici nell´area.

Dopo più di cinque anni di analisi di resti umani, recuperati dalla fossa chiamata anche apothetes, i ricercatori hanno trovato solo resti di adolescenti e adulti tra i 18 e i 35 anni, ha dichiarato l´antropologo Tehodoros Pitsios della Facoltà di Medicina di Atene.

"Vi sono ancora ossa nell´area, ma nessuna che appartenesse a neonati, secondo i campioni che abbiamo recuperato dal fondo della fossa, alle pendici del Monte Taigete, presso la Sparta dei giorni nostri.

"È probabilmente un mito, le antiche fonti di questa cosiddetta pratica erano rare, tarde e imprecise" ha aggiunto.

Volto ad attestare il carattere militaristico dell´antico popolo di Sparta, lo storico Plutarco - in particolare - sparse la leggenda nel corso del I secolo d.C.

Secondo Pitsios, le ossa studiate per la datazione, provengono dal V al VI secolo a.C. e provengono da 46 uomini, a confermare l´assunto delle antiche fonti secondo cui gli Spartani usavano gettare dalla rupe prigionieri, traditori, e criminali.

Le scoperte gettano luce su un episodio accaduto durante la seconda guerra tra Sparta e Messene - una città stato fortificata indipendente da Sparta - quando gli spartani sbaragliarono l´eroe Messeniano Aristomenes, ed i suoi 50 guerrieri, che furono tutti gettati nella fossa.