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15 Aprile 2006 ARCHEOLOGIA
Kathimerini
I SEGRETI DI ANTIGONEIA
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Per quanto Grecia ed Albania abbiano molto in comune, la Grecia non è mai stata ufficialmente coinvolta negli scavi archeologici e nelle attività delle scuole archeologiche straniere in Albania negli ultimi anni.

Ma il memorandum di cooperazioni siglato lo scorso anno dal Ministro della Cultura Greca e dall´Istituto Archeologico dell´Accademia delle scienze di Tirana apre oggi nuove vie d´incontro.

La ricerca congiunta viene portata avanti presso l´antica Antigoneia, sotto la supervisione dell´Istituto, guidato da Muzafer Korkuti, e del XII Eforato, guidato da Costantinos Zachos.

Mentre esplora i misteri della città e del suo fondatore, Pirro, re dei Molossi, un gruppo di studenti albanesi dell´Università di Giokaster e Tirana si prepara per il futuro. Greci ed albanesi lavoreranno al progetto per i prossimi tre anni.

Zachos ha parlato del progetto greco-albanese e della storia di Antigoneia nel corso di una lettura alla Società Archeologica. Pirro era un discendente di Achille: la città che fondò nel 296 a.C. fu distrutta nel II secolo a.C. I romani riservarono un trattamento brutale alla tribù di Epiroti che furono alleati di Perseo.

"Settanta insediamenti cinti da mura in Epiro furono distrutti e 150, 000 Epiroti furono ridotti in schiavitù" ha ricordato Zachos. Roma prese la sua rivincita per la campagna condotta da Pirro in Italia, più di un secolo prima. Alcuni studiosi ritengono che l´Illiria e l´Epiro furono razziati per impedire le comunicazioni con la Grecia occidentale.

L´archeologo albanese Dhimosten Budina ha identificato la città presso un sito di 35 ettari a circa 600 metri di altitudine, con mura lunghe 4 chilometri. L´identificazione è stata resa possibile grazie a pallottole di bronzo recanti l´iscrizione "ANTIGONEON" in una casa di era ellenistica.

Pirro chiamò la città come la sua prima moglie, Antigone, la figlia dei nobili macedoni Berenice e Filippo.

Budina ha riportato alla luce molti elementi di gran pregio, inclusa un´antica agora, una stoa di 69 metri, un tesoro di piccole palle di bronzo, vasi, strumenti agricoli (incluso uno per castrare i tori), frammenti di una statua equestre di bronzo – la coda del cavallo ed una mano a grandezza naturale con un anello ed una museruola di bronzo. La maggior parte delle 700 monete trovate provengono dall´Assemblea degli Epiroti. Sono inoltre state individuate un´antica basilica cristiana del VI secolo come anche una tomba monumentale in una delle case presso l´agora.

Zachos sostiene che la tomba, che conteneva frammenti di giare, un vaso di vetro, pesi da mercato, una lampada, cocci di ceramiche e giare da conservazione romane, sia "in perfetto stile macedone" e si dati all´era Ellenistica.

Il monumento sarà restaurato. Quanto alla casa, la moneta macedone di bronzo che vi è stata trovata (326-168-7 a.C.) potrebbe essere associata all´abbandono della casa nel 167 a.C. Le ricerche proseguiranno in direzione dell´agora, dove si trova una sequenza continua di materiale dal III secolo a.C. al livello più basso, fino al II secolo a.C. al più alto.