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30 Dicembre 2005 ARCHEOLOGIA
Kathimerini
UNA MISSIONE PER ESPLORARE LA PROFONDA LICIA
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Nell´antica Cibyratica, al sito dell´antica città di Bubona, ad un´altitudine di circa 1, 000 metri, meno di 100 km dalla costa turca sud-occidentale, si trova il villaggio di Ibecik. Qui è stato scoperto un gruppo di bellissime statue di bronzo, unico nel suo genere, risalente ai tempi romani. Dissotterrate durante scavi illegali, le statue sono ora esposte in un museo straniero. I membri dei team di ricercatori da Heidelberg e Atene sono gli unici visitatori dell´area, e vi si recano ogni anno. Per raggiungere il sito, devono percorrere gli ultimi 400 metri di irto pendio a piedi, ma l´area ricompensa la fatica con basamenti di statue con iscrizioni greche databili all´Impero Romano, e con le rovine di un numero incalcolabile di edifici.

L´antica città, una comunità auto-governata di cittadini solitamente collegati con l´Era Classica e l´Atene di Pericle, non fu distrutta dai romani, che incoraggiavano invece l´autonomia delle città Greche. Seppure non dotata di esercito o di truppe da combattimento, era un centro d´intensa attività politica ed economica. La tradizione intellettuale greca coltivata in questi centri fu imposta e mantenuta dalla prevalente ideologia con l´accordo dei rappresentanti di Roma.

Circa 60 km a nord-est della città di Fethiye si trova il villaggio di Incealiler, da cui un sentiero conduce all´antica Oenoanda. Non è stato sistematicamente scavato né sviluppato come località turistica, perciò non è paragonabile a Efeso, prima dei lavori di restauro. Le mura della città sono ancora impressionanti ed al sito del mercato le basi delle statue sono ancora erette o giacciono dove crollarono secoli or sono.

Vale la pena visitare Oenoanda semplicemente per la purezza dell´aria, il profumo delle pinete, e la vista delle montagne dall´orizzonte. Inoltre il sito offre alcuni dei più importanti monumenti nella storia dell´epigrafia greca. Perfino un occhio non allenato può riconoscere lo scritto greco sulle rovine sparse ovunque.

Oenoanda, come anche Cibyra e Bubona, appartengono alla sezione settentrionale dell´area che in antichità era nota con il nome di Licia. Nessuna popolazione dalla madre terra Grecia si è mai stanziata al sito, ma il linguaggio greco fiorì in queste terre quanto nella Ionia e Eolia. La popolazione locale aveva già smesso l´uso della lingua Licia dal IV secolo a.C. ma non smise mai di enfatizzare le proprie origini e tradizioni. La popolazione della Licia, come voleva essere chiamata, si considerava parte dell´Ellenismo, ma solo grazie alle sue specifiche caratteristiche.

Il Mediterraneo una volta favoriva le identità composite e cosmopolite.