Le scoperte ad Avgi a Kastoria sono decisamente fuori dal comune. In un sito di 3.5 ettari presso la municipalità di Aghia Triada, è stata dissotterrata una comunità rurale di 7, 500 anni or sono. Rari contenitori in miniatura della dimensione di un anello, nove timbri dai raffinati intarsi, 20 idoli a forma umana e animale, due flauti di osso, ornamenti fatti di conchiglie, ambra e malachite, strumenti di pietra, ossa e corni, tanto ben preservati e tecnicamente avanzati nella realizzazione, sono solo alcune delle scoperte al sito. Si tratta di un vero e proprio archivio storico di un periodo molto poco conosciuto in Grecia e nei Balcani – il periodo Neolitico (7000-4000 a.C.) Il sito offre importanti informazioni circa le relazioni sociali sviluppate a quel tempo, come furono strutturati gli insediamenti, la coltivazione e le aree di raccolta, e le nuove strategie ideologiche per la sopravvivenza e la riproduzione.
Archeologi, geologi, esperti di sedimenti, minerologi ed architetti si sono uniti alle forze per rivelare gli usi e i costumi degli abitanti della Avgi Neolitica. "I 1, 200 metri quadrati al sito hanno portato alla luce resti di costruzione estremamente ben preservate che ci permetteranno di comprendere elementi come la dimensione, l´uso delle installazioni sugli edifici, l´uso degli spazi liberi, oltre a come preservare gli elementi architettonici ed altri edifici che saranno utilizzati nel futuro immediato – forse in situ – per la ricostruzione parziale dell´insediamento neolitico.
La ricerca di quest´anno, che ricorda il delicato lavoro di un chirurgo, ha emozionato i molti membri del team di Avgi. Gli scavatori hanno dissotterrato "sezioni di un territorio pianeggiante rettangolare e strutture di pietra (fondazioni e strutture superiori) in almeno quattro edifici della misura di 80 metri quadrati per 30-40 che rappresentano da due a tre fasi di costruzione.
Pali di legno in varie forme – posizionati in coppie in linea retta o diagonalmente, infissi dritti nel suolo o disposti in fosse poco profonde della misura di 50 cm di ampiezza – hanno rivelato le tecniche applicate dai costruttori a quel tempo. I pali eretti venivano legati l´uno all´altro, così da creare uno scheletro di legno diagonale, e lo spazio tra essi riempito con strati spessi di fieno per creare i muri. Il materiale veniva poi ricoperto con una mistura speciale di argilla, simile a gesso, per proteggere l´edificio dalla pioggia, dall´umido e dalle fluttuazioni nella temperatura. Tutto ciò documenta la cura e l´attenzione messa nella costruzione di edifici ad Avgi. Da quattro a sei strati e perfino il colore sopravvivono ancora, come i le speciali coperture d´argilla dei pavimenti, rinnovate frequentemente per necessità strutturali o per propositi sociali.
"I resti organici ritrovati sul pavimento sono stati esaminati utilizzando un sistema che consente di individuare ampie concentrazioni di resti di piante da cibi come il grano, le bacche e la frutta" hanno spiegato gli scavatori.
Le costruzioni di Avgi potrebbero avere avuto anche mansarde o perfino un secondo piano.
Non vi è dubbio che il settore economico fosse sviluppato. Doveva esistere una complessa rete di scambi per "l´acquisto di materie prime esotiche ed oggetti come perle d´ambra e malachite, o braccialetti di conchiglie di Spondylus gaederopus." I nove timbri di argilla sono davvero belli, alcuni piccoli, ed altri grandi. "Hanno differenti disegni lineari sulla superficie (ad esempio motivi con linee doppie o singole) mentre i contenitori in miniatura sono stati considerati scoperte significative.
Da tutti questi elementi i ricercatori sperano di poter dedurre le caratteristiche della struttura sociale, dei valori e dell´identità dei singoli gruppi sociali, oltre, si spera, una forma codificata di linguaggio. "Siamo ancora ad uno stadio molto iniziale" hanno dichiarato gli scavatori, che non nascondono la loro convinzione che Avgi continuerà a svelare nel futuro una grande quantità di informazioni preziose.
Il modo in cui costruirono le loro strutture presto non sarà più un mistero.
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