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29 Giugno 2005 ARCHEOLOGIA
Kathimerini
UNA FRONTIERA PER L´ARCHEOLOGIA SUL FONDO DEL MARE
tempo di lettura previsto 3 min. circa

La recente scoperta dei resti di un relitto del IV secolo a.C., battezzato Kythnos I dall´isola greca presso la quale è stato trovato, è l´ultimo esempio delle ricchezze archeologiche ancora sommerse in acque greche.

Ciò dimostra anche i progressi tecnologici che l´archeologia sottomarina ha compiuto nel paese negli anni recenti.

La Grecia non manca di archeologi esperti. Ma quando si tratta di ricerche sottomarine, il Ministero della Cultura ha solo recentemente iniziato ad unire alla conoscenza accademica le magie tecnologiche.

La collaborazione con il Centro Nazionale per la Ricerca Marittima (ELKETHE) e l´accrescimento dei finanziamenti di stato dal 2000 in avanti, ha messo il Ministero della Cultura in condizione di aprire un´ampia frontiera archeologica sotto le onde.

ELKETHE, che opera sotto il Ministero per lo Sviluppo, ha dato al Ministero della Cultura accesso alle sue risorse specializzate, inclusa una barca oceanografica (l´Aigaio), un sommergibile (il Thetis), due vascelli a controllo remoto ed un team di esperti sommozzatori.

"Questa collaborazione ha permesso di mappare i tesori archeologici sommersi; e sono state emanate tre leggi per proteggere le scoperte e prevenirne il saccheggio" ha dichiarato Katerina Dellaporta, direttore per conto del Ministero delle Antichità Sottomarine.

Il ministero ed il centro di ricerca hanno coordinato il loro lavoro e individuato più di 30 naufragi dai periodi Classico, Ellenistico, Romano e Bizantino, ad una profondità massima di 550 metri.

Fino ad ora, gli archeologi del ministero hanno recuperato oggetti da solo pochi di questi relitti.

Nel marzo del 2004, due gruppi di anfore sono stati scoperti ad una profondità di 45 metri, a largo delle coste di Samos, nel Mare Egeo orientale. Provenivano da una nave che si ritiene essere affondata tra il III ed il II secolo a.C.

Due giorni più tardi, il sonar ha rilevato un´altra serie di anfore, ad una profondità di 67 metri a largo della costa di Chios. Il secondo gruppo di contenitori sono stati datati tra il V ed il IV secolo a.C.

Nel settembre del 2004, la scoperta di un´antica statua di bronzo non lontana dall´isola di Kythnos nell´Egeo occidentale ha condotto i ministri ad esaminare l´area molto più da vicino.

Pochi mesi dopo, armati di studi geofisici condotti da un team di 16 esperti in marzo, l´equipaggio del sommergibile Thetis ha trovato una concentrazione di anfore ad una profondità di 495 metri, appartenenti alla nave, di seguito nominata Kythnos I.

Quest´estate, il team del ministero controllerà ancora le acque a largo di Evia, un´isola nell´Egeo orientale, nel tentativo di individuare i resti della Flotta persiana di Re Dario, affondata per causa di una tormenta, nel V secolo a.C., durante un´invasione della Grecia.

La ricerca sarà portata avanti con l´assistenza dell´Istituto di Archeologia Canadese di Atene.

Altro gruppo di ricerca, l´Istituto Ellenico di Archeologia Marina (IENAE) è stato fondato nel 1973; nel 1975 il famoso esploratore francese Jacques Yves Cousteau si è unito loro per una ricerca nelle acque greche. La più importante scoperta della IENAE comprende due relitti del XXIII e XIII secolo a.C., trovato negli anni ´90 nel Golfo di Argolid, nel Peloponneso nord-orientale.