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12 Aprile 2005 ARCHEOLOGIA
University di Cincinnati
Tempio greco in suolo albanese
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Archeologi dell´Università di Cincinnati (UC) hanno scoperto un tempio greco in precedenza sconosciuto nell´antica città-stato greca di Apollonia.

Il tempio monumentale è "il terzo del suo genere ad essere scoperto ad Apollonia, e solo in quinto di tutta l´Albania" ha dichiarato Jack L. Davis, professore di Archeologia all´Università di Cincinnati. Davis è co-direttore di un team internazionale che ha individuato il tempio in un sito rurale in quella che è l´Albania del tempo presente.

Il primo indizio si era avuto più di 40 anni or sono, quando un coltivatore sul suo trattore aveva scoperto figurine di terracotta all´esterno delle mura di Apollonia. Il sito sembrava racchiudere i resti di un santuario. Un team albanese-russo lo aveva esplorato, e trovato così tracce di mura di mattoni, e datato centinaia delle figurine al IV-II secolo a.C. Il lavoro era proseguito senza note di rilievo e la rottura delle relazioni sovietico-albanesi, nel 1960, aveva lasciato inedito molto del materiale recuperato.

Nel 2002 gli archeologi albanesi hanno condotto una survey superficiale. Tracciando una griglia immaginaria a livello immediatamente sottostante le antiche mura di Apollonia, fino al Mare Adriatico, i membri del team hanno iniziato a cercare reperti nascosti tra il pietrisco e la vegetazione. Hanno trovato molte altre statuette, una tarda iscrizione greca, un piccolo altare di pietra e ceramiche di molto precedenti. La combinazione di figurine, che spesso indicano antichi luoghi di venerazione, e le ceramica più antiche, ha condotto il team a pensare che il sito fosse ben precedente a quanto si era stimato negli anni ´60, risalendo almeno al Periodo Arcaico.

Ora è necessario condurre nuovi scavi. Le prove - tra cui una fondazione di blocchi ampi e regolari, scoperta da un´impresa di costruzione nel 1997 – indicherebbero che un tempio vero e proprio, e non solo un santuario, occupasse il sito.

Ma sono state incontrate difficoltà con la famiglia albanese proprietaria dell´area dal 1928, che si mostra riluttante a concedere l´autorizzazione allo scavo; e cresce la preoccupazione per la preservazione dei reperti, poiché, negli anni, la famiglia Bonjaket – questo è il suo nome – ha trovato, tenuto o venduto molti reperti negli anni.

In altre sezioni dell´area, il team ha trovato reperti che "testimoniano una ricca storia di antiche pratiche cultuali al sito" ha spiegato Davis – incluse figurine di terracotta di due figure piegate, un maschio ed una femmina, che i membri del team non avevano mai visto prima. "Sono straordinarie, se non uniche nel mondo Greco" ha detto Davis.

Il team ha anche trovato e ricostruito una lapide funeraria che onora una donna. In greco recita che "aveva 60 anni e che suo figlio aveva eretto il monumento in suo onore." E dice anche "Addio".

La datazione esatta del tempio non è ancora sicura, ma gli esperti ipotizzano si possa far risalire tra il VI-inizio V secolo a.C. in tempi classici o arcaici - ed i membri della facoltà di studi classici della UC stanno ricercando le origini delle figurine e degli altri manufatti. Davis ed il suo team continueranno la loro battaglia con la famiglia Bonjaket, poiché il sito ha "un´importanza straordinaria e singolare per l´archeologia albanese e per la storia della colonizzazione greca dell´Adriatico".