Sommando i vari periodi della storia, la controversia relativa ai Marmi di Elgin ha creato frizioni tra l´Inghilterra e la Grecia per circa 200 anni.
Ora le fiamme dell´annosa disputa si riaccendono per il lancio di una nuova campagna per la restituzione alla Grecia del reperto di 2, 500 anni or sono.
Vari gruppi e associazioni che si erano impegnati nel passato affinché l´Inghilterra riconsegnasse le preziose sculture, si sono riuniti sotto un´insegna comune, la Marbles Reunited. Il principale sostenitore dell´organizzazione, Robin Cook, ha dichiarato: "E´ come se qualcuno avesse staccato la testa della statua di Nelson e l´avesse portata via, lasciando solo il busto e le gambe".
I marmi di Elgin una volta formavano parte di un fregio spettacolare ritraente cerimonie religiose formali dell´antica Atene sulla facciata del Partenone dell´Acropoli, risalente a 2, 500 anni or sono.
Nel 1801, Thomas Bruce, il settimo conte di Elgin, prelevò alcuni dei più fini intarsi e li trasportò in Inghilterra, dopo avere apparentemente ottenuto il permesso dai Turchi Ottomani che occupavano la Grecia.
Il British Museum li acquistò quindi per 35, 000 sterline nel 1816 ed i 56 tesori sono custoditi lì da allora.
L´atto di Elgin fu denunciato dalla Grecia come furto e vandalismo e nel corso degli ultimi anni, si è alimentata una campagna internazionale per il ritorno dei loro "gioielli della corona".
L´ultima proposta greca al British Musesum era un prestito delle sculture, che loro chiamano Marmi del Partenone, per formare il pezzo centrale del Museo dell´Acropoli, che dovrebbe essere realizzato in tempo per i Giochi Olimpici di Atene del 2004.
Ma il British Museum ha replicato di non avere intenzione di restituirli, né di prestarli. Il direttore del British Museum sostiene infatti che le sculture siano molto più accessibili al pubblico fino a che rimangono a Londra; l´ingresso alla sezione relativa del Museo è gratuita ed è visitata ogni anno da 4.6 milioni di visitatori.
I Greci rispondono che i Marmi sono una proprietà del popolo greco, e parte della loro eredità storica. E´ inconcepibile che un tale simbolo di identità nazionale sia custodito da una nazione straniera a 2000 miglia di distanza, separato dal monumento di cui faceva originariamente parte.
Al momento attuale, non sembra esistano margini per una composizione amichevole della vertenza.
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