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29 Febbraio 2008 ARCHEOLOGIA
National Geographic News
I Maya potrebbero avere causato il cambiamento climatico che pose fine alla loro civiltà
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Siccità e mutamenti climatici autoindotti potrebbero avere causato la distruzione della civiltà Maya, sostengono gli scienziati al lavoro con una nuova tecnologia satellitare che monitora l´ambiente dell´America Centrale.

Ricercatori del Marshall Space Flight Center di Huntsville in Alabama, hanno lanciato un programma satellitare, conosciuto come SERVIR, all´inizio del 2005 per aiutare a combattere gli incendi e migliorare lo sfruttamento del territorio. Ma il programma ha scoperto anche il passato agricolo nascosto, probabilmente disastroso, dei Maya, e sta usando ora questi studi per assicurarsi che la civiltà contemporanea affronti con consapevolezza i mutamenti climatici in corso.

Più di un centinaio di ragioni sono state addotte nel tempo per spiegare la caduta dei Maya: tra esse uragani, sovrappopolazione, malattie, guerre, e rivolte. Ma Sever, il solo archeologo della NASA offre evidenze per una spiegazione alternativa. "La nostra recente ricerca mostra che un altro fattore potrebbe essere il mutamento climatico" ha dichiarato durante un meeting dell´Associazione Americana per l´Avanzamento della Scienza a Boston.

Una teoria convenzionale sostiene che i Maya portassero avanti un´agricoltura del tipo abbatti-e-brucia. Ma Sever ed i suoi colleghi sostengono che tale metodo non avrebbe potuto sostentare una popolazione che raggiunse le 60, 000 unità al suo culmine. I ricercatori ritengono che i Maya sfruttassero anche zone paludose chiamate bajos, che costituivano più del 40% del paesaggio del Peten. I dati suggeriscono che proprio la combinazione di un´agricoltura abbatti-e-brucia e la conversione di terreni paludosi indusse siccità locali e fecero salire il termostato.

E questo potrebbe avere alimentato molti dei fattori sospetti che condussero al declino Maya - perfino eventi all´apparenza del tutto scollegati