Un "vaso della morte" estremamente raro ed accuratamente inciso, è stato scoperto nella tomba di 1, 400 anni or sono di una figura di spicco dell´Impero Maya.
Il vaso è il primo del suo genere ad essere scoperto nei tempi moderni, ed il suo contenuto è una finestra aperta su antichi rituali di adorazione degli antenati, che includevano offerte ci cibo, enteroclismi di cioccolato, ed allucinazioni indotte dal vomito.
Gli archeologi hanno scoperto il vaso insieme a parti di uno scheletro umano, mentre scavavano un piccolo "palazzo" nell´Honduras nord-occidentale nel 2005.
Campioni di suolo prelevati dentro e attorno al contenitore hanno rivelato polline di grano, cacao e ipecacuana, una pianta che se ingerita provoca nausea e violenti attacchi di vomito.
Questi elementi suggeriscono che il vaso potrebbe essere stato usato negli antichi riti che i Maya praticavano per produrre stati di alterazione simili a trance, mediante intensi procedimenti purgativi, perché - nella loro concezione - l´unico modo per entrare in contatto con gli antenati, era indurre uno stato di esaltazione e allucinazione. E si possono provocare allucinazioni, sia praticando ferite ed inducendo emorragie – delle quali, nella fattispecie, non si trovano evidenze – mediante potenti enteroclismi al cioccolato, o ancora inducendo il vomito mediante l´ingestione di sostanze come l´ipecacuana.
Gli archeologi del team di Christian Wells, antropologo alla South Florida University, ritengono che il vado contenesse una sorta di farina semiliquida a base di grano, cui veniva unita l´erba per indurre il vomito, ed il cacao per il sapore. Le nuove scoperte potrebbero aiutare a comprendere l´effettivo scopo dei vasi ornamentali chiamati vasi Ulùa.
Ma – pur avendo probabilmente scoperto quale fosse lo scopo del vaso – gli archeologi sono ancora perplessi dal luogo in cui il vaso è stato trovato, un palazzotto a piramide, in un piccolo e remoto insediamento della Valle di Palmarejo in Honduras.
"Si tratta di un edificio terrazzato, con una singola sala sulla sommità – una sala lunga e rettangolare" spiega Well della struttura trovata di recente. "Era come una casa, ma una casa molto bella".
Il palazzo ed il vaso suggerirebbero un livello di prestigio che non si adatta però alle altre caratteristiche del villaggio, essenzialmente un piccolo agglomerato di case di agricoltori. Non è neppure chiaro se gli abitanti fossero di etnia maya o membri di un´altra cultura che i Maya influenzarono.
"Paragonato ad altri nella regione, il sito è piuttosto piccolo, ma ciò che lascia perplessi, è la presenza di un edificio di così alto status e di un simile seppellimento." Il team sospetta che la persona sepolta sotto il palazzo abbia avuto una particolare importanza storica per i residenti del luogo, probabilmente uno dei fondatori della comunità, o il capostipite del lignaggio della famiglia che regnava sulla zona, la cui morte segnò la fine di un´era.
Il palazzo sembrerebbe risalire al 650 d.C. Il vaso fu aggiunto al seppellimento circa un secolo dopo il seppellimento, probabilmente per commemorare la morte dell´illustre antenato.
Appena più largo di una tazza da colazione, il caso è inciso con disegni che richiamano le scale e le volute di un serpente, ognuno dei due manici inciso a ricordare la testa di un pipistrello dal naso a forma di foglia.
Potrebbe essere giunto fino a questa remota comunità per via un articolato sistema di scambi che collegava i villaggi e le città sparse tra le foreste. Ma Well sospetta che vi sia qualcosa di più di questo. "Vi potrebbero essere state relazioni particolari tra i membri di questa comunità e quella che produceva i vasi della Valle di Ulùa"
"È qualcosa che si troverebbe presso la tomba di un Re Maya" ha aggiunto "non presso una piccola comunità rurale di nessuna importanza"
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