Un pannello di calcare di 17 pollici per 10 acquistato per 12, 500$ dall´Istituto per l´Arte nel 1965 da un commerciante di New York si è provato elemento chiave nella scoperta del Sito Q. E´ stato a lungo conosciuto come il "Pannello del Campo della Palla" perché ritrae due figure reali impegnate nel gioco della palla Maya.
Nel 1997, antropologi che lavoravano tra le rovine di un piccolo centro reale maya chiamato La Corona in una regione pianeggiante della giungla del Guatemala di nome Péten hanno scoperto incisioni che menzionava un re chiamato "Tacchino Rosso", lo stesso re ritratto nel pannello dell´Istituto dell´Arte. Ma le incisioni di La Corona erano molto più rozze e su pietre di qualità inferiore alle opere d´arte del Sito Q, e ciò revocava in dubbio che La Corona potesse essere il Sito Q.
Per circa una settimana in Aprile, ad ogni modo, gli antropologi della Yale e dell´Università Meridionale Metodista sono tornati a La Corona per ripulire la giungla dalle rovine Maya e copiare le iscrizioni delle incisioni murali. Nell´ultimo giorno di lavoro, Marcello Canuto stava tracciando brevi schizzi e rilevando la posizione globale satellitare delle rovine non ancora esaminate al sito, che è circa due terzi di un miglio quadrato.
"Ho visto uno scavo che noi chiamiamo una fossa da saccheggiatore, dove qualcuno aveva evidentemente scavato fino all´interno delle rovina qualche tempo prima" ha dichiarato Canuto.
Una volta all´interno, la sorpresa di Canuto è stata tale nel vedere un pannello geroglifico, che ha battuto la testa contro una sporgenza di roccia. Pannelli simili sono scoperte talmente rare e preziose, che Canuto è tornato immediatamente a cercare Stanley Guenter, uno studioso della Metodista Meridionale esperto nella lettura dei geroglifici.
I due hanno trascorso diverse ore a ripulire il pannello di 40 pollici per 14 dai detriti, ma è apparso presto che lo stile della sua incisione, ovvero il tipo di pietra identica alle opere d´arte del misterioso Sito Q.
Il pannello si data al 677 d.C. Perfettamente preservato, sembra che si trovasse insieme ad altri lavori simili in una sala del tempio che registrava le imprese del Re. Il tempio, secondo il costume Maya, fu ritualmente distrutto dopo la morte del re come modo di mantenere sicuro il suo contenuto.
"La scoperta, ad ogni modo, conclude una delle più lunghe e protratte ricerche per una città Maya nella storia della disciplina" ha dichiarato Canuto.
Anche Guenter ha definito la scoperta "la prova concreta e finale" che La Corona sia il Sito Q.
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