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5 Settembre 2005 ARCHEOLOGIA
Newsday.com
SACCHEGGI NELLA CITTÀ PERDUTA DEL PERÙ
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Lima – Perù. Un esploratore americano ha dichiarato che un´antica metropoli pre-inca, scoperta da suo padre nella remota foresta pluviale del Perù in una spedizione di molti anni or sono, è stata saccheggiata da predatori di tombe.

Sean Savoy, 32 anni, sta sollecitando il governo a prendere le iniziative adeguate a proteggere la città, che è stimato ospitasse circa 20, 000 persone, e fosse costituita di centinaia di edifici circolari di pietra nel VII secolo.

"E´ tempo che il governo si accorga. Qualcosa deve essere fatto. I siti sono a rischio di distruzione."

Savoy, appena rientrato da una spedizione di 23 giorni, descrive il sito come un massiccio complesso metropolitano diffuso lungo una valle fluviale nella foresta pluviale peruviana sulle pendici orientali delle Ande peruviane.

La spedizione alle rovine di Gran Saposoa, situata 335 miglia a nord di Lima, include più di 50 persone, contando archeologi del governo, architetti, manovali ed un esperto di arte andina, polizia armata e 30 portatori di mulo.

Savoy, figlio del famoso esploratore di 78 anni Gene Savoy, che ha scoperto più di 40 città perdute in Perù sin dagli anni ´60, ha dichiarato che la città è molto più ampia in realtà di quanto suo padre avesse stimato. L´area metropolitana dovrebbe 80 miglia quadrate.

Gene Savoy scoprì il sito nel 1999, gli diede nome Gran Saposoa, e concluse fosse una delle città del regno di Chachapoyas.

Le cronache spagnole del XVI secolo raccontano di un sistema di sette città di Chachapoyas che sparse come un diadema lungo le alture della giungla più elevata nel nord del Perù.

Il viaggio di quest´anno segna la quinta volta che il sito viene esplorato da quando i Savoy lo scalarono, attraverso un passo impervio e flagellato dal vento, 14, 500 piedi e aprendosi una via tra la folta giungla delle montagne per scoprirla.

Sean Savoy ha dichiarato che i membri della spedizione di quest´anno sono rimasti meravigliati nel trovarsi davanti una scultura scolpita sul gruppo di rovine più importanti che era stata rimossa dal suo luogo originario, in una parete di roccia. Ma li aspettava una scoperta ancora meno piacevole.

"Abbiamo trovato un sito, che ci era del tutto sconosciuto, ma ovviamente non lo era ad altri, con oltre 50 tombe lungo il fianco della collina distrutte. Non soltanto saccheggiate e derubate, le tombe stesse distrutte. Spaccate a colpi di picco e vanga" ha dichiarato.

L´ultima spedizione aveva scoperto una sesta cittadella, situata a 12, 000 piedi con una via afferente di 62 piedi di ampiezza. Sei distretti interconnessi scoperti nel corso di cinque diverse spedizioni contengono centinaia di edifici circolari di pietra.

"Non abbiamo idea della scala di questi edifici. Ma deve essere colossale" ha dichiarato Patrick Manning, architetto irlandese che ha preso parte alla spedizione. "Vi sono centinaia di edifici".

Ha detto di comprendere quanto sia difficile per una nazione povera come il Perù proteggere le sue molte rovine pre-colombiane.

"Il problema più grave è la mancanza di fondi" ha dichiarato Manning.

I Savoy vivono prevalentemente a Reno, Nevada, dove Gene Savoy dirige la Fondazione per l´Esplorazione delle Ande. Dopo il suo ultimo viaggio a Gran Saposoa nel 2001, il più anziano dei Savoy ha dedicato il suo tempo a scrivere un libro dei suoi ultimi 15 anni di esplorazioni, il quarto della sua carriera. E´ infatti l´autore di alcune delle principali rovine del Perù: Vilcabamba, l´ultimo rifugio degli Incas; Gran Pajaten, una cittadella su una cima avvolta di giungla; e Gran Vilaya, un complesso di più di 20, 000 edifici di pietra.

La maggior parte del suo lavoro si è focalizzato sui Chachapoyas, il cui impero si estese per circa 135 miglia lungo le pendici orientali avvolte dalle nebbie delle Ande. Ha trovato sei delle sette favolose città dei Chachapoyas.

"L´esplorazione deve continuare, Mio padre tornerà" ha dichiarato il più giovane dei Savoy. "Dobbiamo trovare l´ultima città".