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30 Ottobre 2003 ARCHEOLOGIA
SF Gate
Altare Maya saccheggiato: i locali aiutano gli archeologi e la polizia del Guatemala a recuperare gli artefatti
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L´ultima storia che arriva dalla giungla del Guatemala, di saccheggi e violenza nel traffico illecito di antichità Maya, ha un copione del tutto familiare, eccetto che per il finale.

Due anni or sono, i saccheggiatori s´imbatterono nelle rovine del palazzo dell´antica città di Cancun, e depredarono un altare di pietra dalle elaborate incisioni, completo di scritture e con l´immagine di un re potente del tardo ottavo secolo.

I ladri tentarono di vendere il reperto ai trafficanti di droga, gli unici nella regione con la quantità di denaro che chiedevano.

Di seguito, altre bande si sono contese l´altare, almeno una volta con uno scontro a fuoco. Un solo sforzo fu compiuto per intercettarli sul confine del Belize, ma invano.

All´inizio dell´anno, un uomo che indossava un passamontagna ed imbracciava una mitragliatrice, è arrivato in un villaggio vicino al sito archeologico, sparando colpi nella notte e brutalizzando le donne nel tentativo di catturare il conteso artefatto.

Quindi la storia ha preso una svolta non comune, perché gli archeologi hanno lasciato gli studi scientifici per intraprendere un pedinamento ed unirsi alla caccia ai saccheggiatori, insieme con gli abitanti del posto e con gli agenti guatemaltechi. Questa operazione ha condotto, lo scorso mese, al recupero dell´altare di Cancun - risalente a 600 anni or sono – secondo quanto annunciato mercoledì presso l´Università di Vanderbilt di Nashville.