Secondo un rapporto pubblicato nel numero di Luglio della rivista Geology, le antiche civiltà peruviane crollarono, almeno in parte, a causa del fenomeno atmosferico conosciuto come El Niño.
Gli indigeni che vivevano sulle coste nord del Perù cominciarono ad edificare vasti complessi di templi circa 5800 anni or sono. Lo sviluppo della loro cultura, come visto nelle elaborate costruzioni e nell´arte pubblica scoperte nell´area, si verificò ancora prima che fossero erette le piramidi egiziane.
I peruviani continuarono a costruire complessi architettonici per circa 3000 anni. Ma attorno al 2800 a.C. i siti furono abbandonati. Gli scienziati che lavorano in Perù credono di aver finalmente compreso il perché.
"Abbiamo rilevato un cambiamento nella frequenza delle incursioni di El Niño circa 3000 anni fa, e questo può essere correlato nel tempo ai cambiamenti culturali" dice Daniel Sandweiss, un archeologo dell´Università del Maine che è anche membro del team che sta conducendo le ricerche.
L´idea che un cambiamento climatico possa giocare un ruolo nella crescita e nella caduta delle civiltà, non è nuova. Altri studi hanno suggerito che eventi climatici come siccità e alluvioni, avevano contribuito alla caduta delle prime civiltà nel Centro e nel Nord dell´America, in Groenlandia e in Medio Oriente.
Il fattore climatico collegato al collasso di antichi stanziamenti in Perù è conosciuto come El Niño. Esso appare come il risultato di correnti oceaniche e di venti nel Pacifico tropicale, e produce un riscaldamento su larga scala degli oceani. Il fenomeno induce notevoli cambiamenti nel panorama atmosferico mondiale; portando siccità, aumento nelle precipitazioni ed inondazioni in lacune aree.
In tempi recenti El Niño è ricorso con cadenza compresa tra due e sette anni. Fino all´ultimo quarto di questo secolo, accadeva tra i sette ed i quindici anni.
Ma Sandweiss ed i suoi colleghi ritengono che lo scenario fosse piuttosto differente parecchie migliaia di anni fa.
Le prove del ruolo del Niño nel crollo di antichi stanziamenti peruviani giacciono in gusci di molluschi trovate nel fango –essenzialmente in cumuli di rifiuti - trovati al sito. "Consideriamo la sparizione di alcune specie e l´apparizione di altre come indicatori del generale rango di frequenza" ha spiegato Sandweiss.
I molluschi sono buoni indicatori del clima poiché sono sensibili ai cambiamenti nella temperatura.
Due specie di molluschi – Mesodesma donacium e Choromytilus chorus - erano comuni nelle sabbie delle coste del Perù. Ma circa 2800 anni or sono, virtualmente scomparvero.
I ricercatori attribuiscono la rapida scomparsa di queste specie ad un aumento nella frequenza e nella forza di El Niño. Prove in tempi moderni mostrano che la prima specie si mosse verso sud in seguito al verificarsi di El Niño. Si crede invece che la seconda specie si estinse più velocemente quando la temperatura dell´acqua aumentò.
"Osservando i molluschi siamo piuttosto certi che El Niño fosse assente o che si verificasse molto infrequentemente prima di 5800 anni fa, e che era probabilmente non molto più frequente di 40 o 50 anni, tra il 5800 ed attorno ai 3200 ai 2800 anni or sono" dice Sandweiss.
Altri ricercatori hanno studiato i segni sulle rive dei laghi o gli anelli degli alberi nelle Isole Galapagos e nelle higlands dell´Ecuador per giungere alle medesime conclusioni.
I templi ed i villaggi in Perù furono abbandonati nello stesso periodo in cui El Niño cominciò a verificarsi più frequentemente.
E quando si svilupparono gli insediamenti successivi, ebbero caratteristiche differenti rispetto a quelli che li precedettero.
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