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15 Dicembre 2007 ARCHEOLOGIA
Diego Baratono La redazione di La Porta del Tempo
Le tre Piramidi di el-Giza furono costruite dall´alto
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Choppers e una selce tonda (per certo non è un utensile, ma non si è ancora riusciti a capire con certezza di cosa si tratti) rinvenuti nell'insediamento individuato, a conferma inequivocabile della presenza di industrie microlitiche al sito di el-GizaIII
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Concordemente alle conoscenze da anni acquisite dagli studiosi, secondo la documentazione nota, in conseguenza dell´attenta analisi dei dati raccolti e, soprattutto, in base alle fondamentali osservazioni effettuate in loco, si può affermare, con un grado di probabilità molto prossimo alla certezza, che le tre piramidi di el-Giza furono costruite dall´alto e non dal basso come si è erroneamente supposto fino ad oggi. L´idea, che a prima vista può sembrare stravagante, è invece robustamente supportata e quasi direttamente dimostrata collazionando le numerose indicazioni ricavate dall´ispezione del sito individuato con le due esplorazioni "Operazione Sfingi 2007". Diventa estremamente chiaro in effetti, se è vero che la zona focalizzata era "anche" una cava a cielo aperto, ambiente sfruttato quindi con un estremo senso pratico, dimostrando una volta di più la gran capacità logistica maturata dagli antichi costruttori egizi, che calare dall´alto, o quanto meno, muoversi in orizzontale con il materiale di sbancamento ricavato dal sito in discorso era d´estrema semplicità tecnica ed esecutiva (a questo proposito incominciano ad avere un senso preciso le rampe, le slitte e così via. Dalle immagini si può comprendere, infatti, che la dimensione delle rampe da creare ed utilizzare partendo da questo punto della piana di Giza per raggiungere le piramidi, tecnicamente non era affatto proibitivo, anzi ...).

E´ in questo senso, ad esempio, che posizionare quegli enormi blocchi di granito presenti nella cosiddetta "camera del re", oggetto da sempre di sconclusionate speculazioni, ma anche d´imbarazzati tentativi di spiegazione da parte degli accademici, non rappresenta più un enigma ingegneristico irrisolvibile. Senza tirare in ballo strani fenomeni prossimi al paranormale ed interventi esogeni privi di fondamento, si può e si deve pensare invece ad un più "normale" trascinamento e successivo posizionamento in orizzontale, quando non in discesa dei colossali blocchi in discorso e non solo di questi. Il promontorio individuato, infatti, come si è già avanzato in altri articoli, si dimostra essere l´effettivo "terzo livello" della piana di el-Giza, essendo gli altri due rappresentati il primo dal piano della Sfinge ed il secondo dal piano dove insistono le tre piramidi (è sorprendente che questo terzo livello, peraltro ben definito nel "Libro per uscire alla Luce", sia sfuggito a tutti ...).

Si deve pertanto precisare, nondimeno, che la costruzione delle piramidi in questa prospettiva non diventa più un´impresa quasi sovrumana, ma totalmente alla portata di una civiltà estremamente intelligente, pragmatica e dotata di una forte capacità organizzativa, probabilmente derivata da una potente coscienza comune volta al raggiungimento d´importanti obiettivi collettivi (spirituali, religiosi, politici, sociali, pratici) condivisi e realizzati in modo infragenerazionale e sovrannazionale . E´ altresì molto chiaro, che questo nuovo modello per la costruzione delle piramidi non è la risposta definitiva a tutto, ma diventa, nondimeno, un nuovo tassello nel mosaico, oggi anche grazie a questa eccezionale scoperta meno randomizzato, della straordinaria storia dell´Egitto Antico.

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