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18 Novembre 2003 ARCHEOLOGIA
di Larry G. Herr Dailystar
Seppellimento di 5000 anni or sono scoperto in Giordania
tempo di lettura previsto 5 min. circa

AMMAN – Un gruppo di archeologi ha scoperto i teschi e le ossa di 20 persone all´interno dei confini di una struttura funeraria di pietra eretta oltre 5, 000 anni or sono. Insieme alle ossa umane si trovavano 20 contenitori di ceramica, perle e attrezzi di selce.

Gli antichi, la cui nazionalità non può al momento essere specificata, costruirono i dolmen durante la prima Età del Bronzo, attorno al 3200 a.C., a Tall al-Umayri, sull´Autostrada dell´Aeroporto Internazionale Queen Alia, a soli 13 chilometri dall´entrata del Parco Nazionale di Amman.

Le ossa erano per lo più sparse, con nessuna sembianza di scheletro visibile. Questa disposizione casuale potrebbe essere spiegata in quanto le persone che seppellivano i propri cari non vivevano nell´area, ma portavano le ossa da altri luoghi, e le ri-seppellivano nel corso di un processo conosciuto come sepoltura secondaria. I popoli potrebbero essere stati nomadi, come i beduini di oggi, oppure i primi insediatisi stabilmente al sito.

I dolmen si trovano in tutto il Mediterraneo e l´Europa, disseminati dal Galles alla Tunisia. Fino a poco tempo fa, migliaia di essi si concentravano in raggruppamenti in Giordania. Costituiti da ampi massi, i dolmen spesso superavano i 3 metri di altezza. Tristemente, la moderna industria edilizia nelle città e nei villaggi, ha distrutto molte di queste testimonianze, e solo pochi esemplari sono ancora visibili sul territorio.

Vi sono diversi tipi di dolmen, tutti però recano le stesse caratteristiche. Il tipo più comune in Medio Oriente è composto di due larghi blocchi rettangolari eretti e paralleli l´uno all´altro, a circa un metro di distanza. Pietre più piccole sono collocate all´estremità con un´ampia pietra che sormonta la costruzione.

L´estremità della pietra trasversale spesso supera i margini delle pareti. Gli archeologi raramente hanno trovato più dei due lati paralleli di pietra, e la pietra trasversale superiore spesso crollata.

Perché gli antichi erigessero tanti dolmen, rimane una questione aperta. La teoria più comunemente accettata è che fossero usati come tombe, ma altri hanno suggerito che fossero impiegati come stalle per piccoli greggi o per conservare materiali.

Grazie alla scoperta di Umayri, gli archeologi sono stati in grado di suggerire che le strutture fossero usate per seppellimenti e che si datino alla fine del IV millennio a.C. La scoperta iniziale è stata effettuata nel 1994 dal Madaba Plains Project, che ricercava antichi seppellimenti al di fuori degli insediamenti. Il team internazionale di archeologi è stato supportato dalla Andrews University (Michigan), La Sierra University (California), Walla Walla College (Washington), e Canadian University College (Alberta).

Il gruppo aveva chiesto ad Elzbieta Dubis della Jagellonian University di Cracovia, Polonia, di cercare le tombe sul lato sud-orientale del sito. Nell´esplorare la collina, ha incontrato quello che sembrava uno stretto passaggio tra pietre più ampie sul letto di roccia. Ha creduto inizialmente potesse trattarsi dell´entrata di una tomba, ma una volta iniziate le operazioni di scavo, ha scoperto teschi e varie ossa. Scavando ancora più in profondità, separando accuratamente gli strati di terra così da poter stabilire l´esatta sequenza dei seppellimenti, ha trovato più ossa umane insieme ad oggetti come terraglie, contenitori e perle.

Ha finalmente trovato il fondo del seppellimento sul letto di roccia, dopo avere dissotterrato 20 teschi insieme con centinaia di altre ossa, 20 contenitori di ceramica integri, tre teste di mazza, due attrezzi di selce, e alcune perle. Tutte le ossa ed oggetti erano mischiati insieme, suggerendo che ogni seppellimento successivo si sovrapponesse ai precedenti.

La tomba quindi non conteneva un seppellimento di massa, ma più probabilmente 20 separati interramenti. Tutta la ceramica, comunque, si datava allo stesso periodo archeologico, circa 3200 a.C.

La Dubis ha anche scavato una piccola area al di fuori delle ampie pietre che delimitavano il sito funerario, per determinare di che tipo di struttura si trattasse. Ha scoperto che le pietre si trovavano per lo più al di sopra della terra ed erano della misura e della forma di un dolmen, ma la pietra superiore mancava.

Si trattava di un dolmen? Eccetto che per la mancanza della pietra superiore, la struttura era un dolmen in ogni senso, recante perfino alcune delle piccole caratteristiche trovate in tipi specifici di dolmen. Qualcuno potrebbe semplicemente avere rimosso la pietra superiore, probabilmente già in tempi remoti.

Dubis ha anche scoperto una superficie di gesso duro presso la struttura. Era forse una sorta di pavimento usato per il dolmen? Potrebbe questo pavimento dirci di più riguardo le funzioni dei dolmen?

Con queste domande in mente, sono state condotte più di tre stagioni di scavo. Il gruppo ha trovato una serie intera di superfici a circondare i dolmen. Alcune erano fatte di gesso tenero, altre con un impasto di terra e ciottoli. Tutte usavano il letto di roccia in certe posizioni. Non è stata trovata nessun altra struttura, con l´eccezione delle figure sul pavimento che includevano un ampio masso centrale, probabilmente usato come tavolo o altare di presentazione, ed una giara incastrata nella superficie.

La superficie si assottigliava man mano che la distanza dal dolmen aumentava. Si ritiene fosse usata nel corso dei riti funebri, forse per onorare un´importante personalità defunta. Tali attività potrebbero avere incluso cerimonie funerarie e processioni, quando erano utilizzati anche il tavolo e la brocca.

Perché il dolmen era così ben preservato? Perché, tra le migliaia di dolmen sparsi per il Mediterraneo, questo era il solo con resti così ben preservati all´interno? Il dolmen era situato all´inizio di un declivio su una collina che conteneva un insediamento. Detriti dall´insediamento sono caduti giù dalla collina ed hanno coperto il dolmen, proteggendone il contenuto. Malgrado altri studiosi suggeriscano che i dolmen furono costruiti anche nel corso del Periodo IV dell´Età del Bronzo (2300-200 a.C.), il dolmen di Umayri offre forti evidenze che i dolmen fossero usati come tombe per uno o più individui, almeno nel corso della Età del Bronzo e che la gente svolgesse rituali funebri nell´area.

Larry G.Herr è professore al Canadian University College

Nota dell´editore: Questo è il primo di una serie di articoli che The Dail Star pubblicherà con cadenze regolari con la cooperazione della Scuola Americana di Ricerche Orientali, il principale corpo di studi del Nord America per lo studio dell´antico Medio Oriente.