Una missione archeologica giapponese, impegnata negli ultimi tre anni in uno scavo per scoprire il passato della città di Tiro, ha scoperto quello che potrebbe essere il tempio del dio sole una volta venerato dai romani.
Gli archeologi hanno trovato un tempio sormontato da un circolo che ritrae il sole. Piccole figurine cultuali erano anche sparse al sito, ma finora non è stata trovata una statua di maggiori dimensioni.
Molte delle divinità romane venerate nel Mediterraneo orientale erano identificate con le antiche divinità Fenicie, e la loro venerazione era frequentemente condotta sui siti di antichi templi. Il dio del sole fenicio era chiamato Melqart, o Baal, che significa semplicemente signore. Melqart era il dio protettore di Tiro, e della sua famosa colonia Cartagine, situata in quella che è adesso la Tunisia.
La missione archeologica ha concluso la seconda fase degli scavi nell´area del campo palestinese di Bourj al-Shemali, ad est della città. La missione ha recentemente svolto un´accurata survey del cimitero romano, e scoperto e dissotterrato, un certo numero di siti funerari. Questo potrebbe rivelarsi il più grande sito sepolcrale del Medio Oriente.
Il direttore delle ricerche archeologiche nel Sud, Ali Badawi, ha dichiarato nei giorni scorsi che la missione si concentrerà su tre differenti obbiettivi: condurre un´indagine per documentare il sito archeologico di Tiro in tre dimensioni; scavare i siti sepolcrali scoperti, e preservare ogni pittura murale trovata. Badawi ha dichiarato che le scoperte saranno comparate con altre effettuate in Giordania per aggiungere nuovi dettagli circa il periodo di dominazione romana in Medio Oriente.
Il capo della missione giapponese, Izimi Takira, ha espresso soddisfazione per le scoperte effettuate sino ad ora, specialmente l´ultimo sito funerario scoperto, che contiene monete scambiate a Tiro nel corso dell´era romana, tra le altre cose.
Ha dichiarato di avere ispezionato molti siti archeologici in diversi paesi, e che le scoperete di Bourj al-Shemali potrebbero essere perfino più importanti delle scoperte romane della città siriana di Palmyra.
Dopo che gli scavi saranno ultimati, ci si aspetta che il sito sarà aperto ai turisti, come già altrove accade a Tiro.
I lavori per quest´anno, si sono conclusi. La missione ha riportato indietro l´equipaggiamento per le analisi e le ricerche, ed i suoi membri, con l´eccezione del capo della spedizione, hanno lasciato il paese alla volta di casa.
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