"Ecco cosa accadde probabilmente", spiega Donald Blakeslee.
"Un giorno, un gruppo di coloni e cacciatori infilò le calzature più robuste di cui disponeva e camminò fino alle Flint Hills meridionali, circa 64 miglia ad est.
"Stavano sconfinando, praticamente; violavano i diritti di proprietà di altri popoli, e questa è una questione ancora piuttosto seria in Kansas. Per questo camminavano di soppiatto.
"Nelle formazioni rocciose ad est di quella che è ora Arkansas City, scavarono due grossi blocchi di selce di colore grigio dello strato di calcare del periodo permiano, vecchio di più di 245 milioni di anni. Spaccarono diversi blocchi del peso compreso tra le 10 e le 20 libbre ciascuno. Quindi tornarono a casa, trasportando il loro tesoro di oro grigio per 64 miglia o più.
Probabilmente viaggiarono con tranquillità. Portavano queste rocce con le braccia, o su ceste sulle spalle, perché non avevano auto, carri o cavalli. E viaggiarono, sostiene Blakeslee, alla massima velocità che i loro piedi consentivano.
Tutto ciò avvenne 800 anni or sono.
Chi si cimentò in questa impresa erano i membri di una comunità che cacciava i bisonti a piedi, coltivava grano e zucche, lungo il fiume presso quella che è ora Antonhy, nella Harper County.
Vivevano in abitazioni con pareti di argilla allineate, migravano forse due volte all´anno a caccia di bufali, conservavano e cucinavano il loro cibo in contenitori di argilla che diventavano neri per le fiamme dei fuochi da campo.
Blakeslee conosce queste informazioni dai depositi dei rifiuti della tribù, alcuni dei quali sono stati scavati in maggio. E conosce anche le regole della moderna proprietà. L´essenza di alcune cose, infatti, non è cambiata.
Ha organizzato un gruppo di scavo al sito dopo aver sentito che un´escavatrice, nel rimuovere detriti in una strada della contea presso Anthony, aveva recuperato materiale di origine Indiana.
Prima dell´arrivo del team, però, Blakeslee ha chiesto ai proprietari delle aree lungo la strada se potesse scavare nella loro terra, spiegando di avere buone ragioni per ritenere che vi fosse un villaggio sepolto là sotto. I proprietari hanno risposto no.
Com´è nel loro diritto, ha risposto Blakeslee.
Ma Blakeslee, archeologo della Wichita State University, ha esaminato tutti i reperti che giacevano nel fossato e ha fatto iniziare le operazioni di scavo.
La fortuna lo ha assistito, ed infatti il fossato si è rivelato pieno di rifiuti di 800 anni or sono.
I rifiuti di una tribù sono un vero e proprio tesoro per gli archeologi. Dicono molto sui popoli che li hanno scaricati, dal tipo di dieta alla portata dei loro strumenti di pietra, fino alle loro abitudini, società ed economia.
Da uno sguardo ai reperti, hanno deciso di essersi imbattuti nei resti di un villaggio del XII secolo.
Nella fossa hanno trovato ossa di bisonte cotte, sbriciolate per recuperarne il prezioso midollo; strumenti di osso o pietra; ceramica.
Blakeslee non sa quanto grande fosse il villaggio, ma ha potuto determinare che gli abitanti crearono i loro attrezzi dalla calcedonia delle Flint Hills, una roccia del tutto simile alla selce.
Inizialmente non c´era nessun mistero, nessun enigma da dipanare sulla storia di questi antichi popoli; solo un cumulo di ossa e strumenti di pietra.
Ma, mentre il team della WSU lavorava, Blakeslee ha chiesto in giro se qualcuno dei locali avesse notizia del ritrovamento di reperti presso il fossato. Gli abitanti dell´area di Anthony hanno mostrato punte di freccia, ceramiche, strumenti di pietra e osso... e vari pezzi di selce trovati anni prima dello scavo.
E questo, naturalmente, presentava un mistero.
Uno sguardo ai pezzi è stato sufficiente a Blakeslee per capire di cosa si trattasse: noduli delle miniere di selce.
La selce era oro per i popoli che usavano strumenti di pietra. Si potevano fare cose utili da essa: punte di frecce, punte di lance, teste d´ascia, coltelli, teste di zappe, ceselli, punte per trapano e ancora.
Blakeslee sapeva: se sei un minatore di selce che sa quel che sta facendo, ti creerai un kit di strumenti incidendo prima un nodulo da una miniera. Quindi, seduto nella stessa miniera, martellerai la pietra con un maglio, eliminando le parti in eccesso. Creerai così dei frammenti più piccoli e semplici da trasportare. Quindi li porterai a casa e terminerai il tuo lavoro rifinendo lo strumento.
Quando ha visto i noduli di Harper County, Blakeslee ha avuto un momento di incertezza.
"Gli abitanti del luogo mi stavano dicendo di avere trovato queste rocce in prossimità del fossato."
Ma non aveva senso che gli indiani avessero trasportato rocce del peso di 10 o 20 libbre per 60 miglia di cammino. Gli indiani non facevano queste cose. Mantenne questa convinzione, fino a che uno sguardo ai reperti del fossato gli mostrò che la selce dei noduli era la stessa di tutti gli strumenti di selce e punte di freccia dell´accampamento del villaggio: la stessa calcedonia scavata dalle miniere meridionali delle Flint Hills, 64 miglia ad est.
Gli Indiani avevano trasportato queste rocce per almeno 64 miglia verso ovest, in un tempo ed in luogo in cui la gente poteva solo camminare.
Perché scelsero di non lavorare le selci alla miniera, alleggerendone il peso, e recuperando i frammenti sul posto, così da non dover trasportare pietre pesanti attraverso la prateria? Questo è quello che facevano gli indiani di solito.
Blakeslee ha deciso che esista una sola spiegazione: la miniera, situata tanto lontano dal loro villaggio, si trovava nel cuore di un territorio gestito da tribù nemiche.
Così quando i cacciatori raggiunsero la miniera, probabilmente lo fecero di nascosto.
Ed una volta che presero la roccia dal suolo, non si sedettero a modellarla. Prelevarono le rocce e fuggirono.
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