Thomas R. Fenn, uno studente di dottorato del Dipartimento di antropologia dell´Università dell´Arizona, sta svelando la prova di percorsi di scambio antichi di secoli, attraverso il deserto del Sahara, identificando i manufatti di metallo fuso, principalmente rame, trovati nelle regioni sub-Sahariane del continente.
Muovendosi attraverso l'Africa del Nord, le forze islamiche crearono opportunità commerciali fra le terre aride che bordano il Mediterraneo e le dense giungle e savane a sud del Sahara.
Una delle domande cui Fenn desidera rispondere riguarda le fonti di rame ed altre materie prime, trasformate in merci lavorate e commerciate nella regione. Specificamente, ci si chiede perché gli artigiani impegnati in una sofisticata industria metallurgica nell´area del Sub-Sahara, importassero lingotti di rame, quando esistevano giacimenti del minerale nelle immediate vicinanze.
Sapendo dove si originarono questi ed altri materiali, Fenn, potrebbe offrire una migliore comprensione non soltanto dal punto di vista commerciale, ma anche circa le tecnologie, l'economia e l'organizzazione sociale.
Chi controllava le risorse naturali e gli itinerari del trasporto?
Come era distribuito il lavoro in queste società?
David J. Killick, professore associato di antropologia all´Università dell´Arizona ed esperto di archeologia della metallurgia in Africa, ha detto che la tracciatura dei metalli è una parte cruciale per capire lo sviluppo di commercio in Africa.
"La maggior parte dei soldi che circolava nella metà occidentale del mondo islamico fra l´XI ed il XVI secolo era coniata con oro dall'Africa ad ovest del sub-Sahara e la concorrenza per la ricchezza generata dal commercio ha alimentato lo sviluppo di Stati africani importanti come il Ghana, il Mali e Songhai" ha spiegato Killick.
Usando un processo denominato analisi della ratio degli isotopi di piombo, o LIA, Fenn ha esaminato più di 100 manufatti risalenti all´età del Ferro, la maggior parte di rame, dall'Africa sub-Sahariana. Gli esperimenti sono stati fatti nel Laboratorio W.M. Keck dell´Università dell´Arizona. Il laboratorio è stato costituito in parte grazie ad un fondo della National Science Foundation ed è diretto da Joaquin Ruiz, professore dei Scienze della Terra e decano del Collage di Scienze dell'Università dell´Arizona.
"Il LIA è uno strumento estremamente preciso nell'identificare tracce di piombo nei minerali del metallo, " ha detto John Chesley, ricercatore nel reparto di Geoscienze, che ha sviluppato il laboratorio e le tecniche analitiche per il progetto di Fenn. Il piombo ha quattro isotopi differenti, tre dei quali si presentano come il decadimento naturale di uranio e di torio. La ratio isotopica cambia in funzione del tempo. La fusione non cambia la ratio, rendendola un'impronta digitale virtuale per la fonte del metallo dell'origine. Gli scienziati hanno bisogno di appena circa 100 miliardesimi di grammo per procedere all´analisi.
Il trucco, spiega Chesley, sta nell´assicurarsi che i resti del campione siano completamente esenti da contaminazione. Il processo richiede circa due settimane, ma offre un elevato grado di certezza nel collegamento dell´oggetto alla sua fonte. Il LIA è stato usato con successo per determinare le origini dei metalli non ferrosi di luoghi in altre parti del mondo nel corso degli anni, ma il loro uso nell´archeologia africana è relativamente recente.
"In realtà, sto datando il deposito dei minerali su una scala cronologica geologica - milioni di anni - ma non all'interno di scala temporale archeologica, " ha spiegato Fenn. "Sto infatti, usando l'età geologica, derivata dalle ratio degli isotopi di piombo, come mezzo per individuare l´area di provenienza del metallo di rame grezzo e raffinato ed i detriti metallurgici, ad una fonte potenziale del minerale basata sulla somiglianza della loro età geologica, cioè, le loro ratio dell'isotopo del piombo, oltre che esaminando e confrontando le loro composizioni chimiche."
Dalla sua analisi, Fenn teorizza che il minerale usato per gli ornamenti di rame ed altri articoli trovati nell´ovest dell´Africa proveniva probabilmente dall'Africa del nord. I mercanti scambiavano l´oro da regioni come l´attuale Niger per il rame dal nord, via carovane di cammelli attraverso il deserto. Il rame raffinato, ha spiegato Fenn, era stimato probabilmente come un buon prodotto di scambio nella regione, per l´estrema facilità di essere lavorato e trasformato in oggetti ornamentali ed altri articoli a loro volta barattabili con altri merci e servizi.
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