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2 Novembre 2005 ARCHEOLOGIA
Leonardo Melis shardana.org
LA BATTAGLIA DI QADESH e i SHARDANA
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La guardia scelta SHARDANA (i guerrieri al centro con spada, scudo rotondo e elmo con le corna) salvò RAMSES dall´accerchiamento dei carri da guerra degli Ittiti.
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Nel periodo corrispondente al racconto biblico dell´Esodo, il grande Ramses II, dopo essersi più volte lamentato che " I Shardana sono venuti con le loro navi da guerra dal mezzo del Gran Mare, nessuno può resistergli", li volle come preziosi alleati contro gli Ittiti a Qadesh (ma egli stesso racconta che tra i prigionieri caduti in mano degli Egizi si trovavano anche gli Shardana del mare, dal cuore ribelle, senza padroni, che nessuno aveva potuto contrastare). Questa battaglia è passata alla storia per essere la prima con un resoconto preciso e una descrizione dettagliata, inoltre tale avvenimento fu seguito dal primo trattato internazionale di cui si conoscano le clausole. Nel libro di Leonardo Melis "SHARDANA I POPOLI DEL MARE" abbiamo modo di leggere il

Resoconto della battaglia dal "Poema di Pentaur", dal nome dello scriba che trascrisse su papiro i testi delle iscrizioni del tempio di Ramses II ad Abidos, del tempio di Karnak, del tempio di Luxor e le iscrizioni in grafia ieratica del papiro Sallier III: - Ingannata da false spie catturate presso il fiume Oronte e interrogate circa la consistenza dell´esercito di Hattusa, la divisione Ra, comandata da Ramses in persona, con la divisione Ammone attraversano il fiume, (con loro un contingente della guardia scelta di Shardana N.d.A.), Le altre due divisioni, Set con la nuova creata dallo stesso Ramses, Ptah, restano indietro. Ramses lancia l´attacco in testa all´esercito come sempre, a bordo del suo carro da guerra, ma deve fermarsi impietrito: dal fitto bosco escono sulla radura migliaia di carri ittiti affiancati dai Siriani e da numerosi altri alleati. Muwattali re di Hatti era riuscito a formare la più grande coalizione mai vista fino ad allora per distruggere l´Egitto una volta per tutte. La Storia parla di 15 tra province e regni alleati, di oltre 37.000 uomini armati, di 3000 carri da guerra, quei carri di cui anche nella Bibbia si parla con terrore. Il faraone disponeva di quattro divisioni composte da 5.000 uomini ciascuna, di cui i due terzi erano mercenari: 1.600 Qeheqs (beduini del deserto occidentale), 880 arcieri Nubiani, 100 Meswesh (Libici) e 520 Shardana, questi ultimi avevano anche il compito di guardia personale di Ramses. I carri di cui disponevano gli Egiziani erano in numero di 200, quindi infinitamente inferiori alle forze ittite. Il giovane faraone angosciato alza i suoi lamenti: "vedete come hanno agito i capi? Essi hanno detto al faraone, tramite le spie catturate, che il vinto Hatti era nel Paese di Aleppo, essendo fuggito davanti alla mia maestà... mentre si nasconde dietro Qadesh l´agguato". Gli Ittiti devastano il campo di Ramses, ma il saccheggio del campo egiziano fa rallentare la loro azione. Ramses, radunata la sua guardia scelta, si lancia in un disperato attacco e il suo carro fa strage dei nemici. - L´arrivo delle truppe ausiliarie di Amurru e della divisione Ptah respingono definitivamente il nemico, mettendo in salvo Ramses, il quale poi si vanterà di aver vinto una battaglia che al massimo aveva...pareggiato! Al di là di tutto questo, a Ramses rimane il merito di aver capito che i Shardana era meglio averli alleati che nemici. Li stimava tanto che ne fece addirittura la sua guardia personale! Alcuni scrittori francesi, come il Visconte de Rouge e lo Chabas si occuparono nel secolo scorso del mistero che circondava questi guerrieri, già antichi per gli Antichi. Dobbiamo comunque riconoscere che anche qualche autore moderno, soprattutto di lingua inglese e francese comincia a riscoprire questo Popolo ignorato sorprendentemente dai nostri testi scolastici. Persino l´autore del momento sull´egittologia (romanzata), Christian Jaques, mette al fianco di Ramses un terribile gigantesco guerriero che risponde al nome (speriamo solo nella versione italiana) di Serramanna. Pur sorvolando sul fatto che un nome simile non poteva ancora esistere a quei tempi, poiché si tratta di un nome di località sarda chiaramente neolatino, rimane comunque chiaro che l´autore vuole segnalare la presenza importante dei Shardana a fianco del grande faraone. Alcuni studiosi, sempre riferendosi alle relazioni intercorse fra Shardana e gli Egizi, stanno proponendo l´ipotesi neanche tanto azzardata che la tribù di Dan (la tribù perduta) fosse in realtà un contingente di mercenari Shardana di stanza in Egitto e fedeli al principe Mosè.

E Tale ipotesi è sostenuta nel libro di Leonardo Melis "SHARDANA I POPOLI DEL MARE".