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30 Giugno 2006 ARCHEOLOGIA
BBC News online
Tracce della macellazione di un elefante
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Resti di un elefante adulto del peso di 10 tonnellate, circondati da strumenti di pietra usati per la macellazione sono stati trovati nel nord-ovest del Kent durante lavori di collegamento ferroviario della galleria sotto la Manica.

Gli scienziati ritengono che i cacciatori abbiano utilizzato gli attrezzi per tagliare la carne, dopo l'uccisione dell'animale con punte di legno.

Le prime tracce risalenti all´età della pietra erano state scoperte dagli operai nella Southfleet Road di Ebbsfleet, Kent

Gli scavi hanno rivelato lo scheletro di una specie estinta di elefante (Palaeoloxodon antiquus) che si trova lungo le rive di quel che fu una volta un piccolo lago.

La disposizione degli strumenti di silice sparsi intorno, suggeriscono che l'animale sia stato tagliato da una tribù di primi esseri umani, della specie conosciuta come homo heidelbergensis.

Gli studiosi ritengono che l'elefante, che era grande il doppio di quelli che vivono oggi, probabilmente fu abbattuto da un manipolo di cacciatori armati di punte di legno. Gli studiosi spiegano che potrebbero averlo cacciato, o trovato ferito, e quindi averlo ucciso, e che con strumenti di selce che avevano nella vicinanze, potrebbero averlo macellato e spolpato.

L'elefante sarebbe stato mangiato crudo, poiché non vi è prova dell´uso di fuoco per la cottura in quel periodo.

I cacciatori raccoglitori usavano mangiare anche altri grandi mammiferi, dal momento che sono state trovate ossa di bufali, rinoceronti, cervi e cavalli in aree circostanti.

Sembrano così aumentare le evidenze che i primi umani nella zona si stessero concentrando nel perfezionare le tecniche di caccia dei grossi mammiferi, e ciè a sua volta induce a credere che fossero riuniti in gruppi più grandi di quanto ritenuto generalmente.

Il resti dell'elefante – tra cui parti del torso superiore, del cranio, delle membra, delle zanne e di alcuni denti - è stato acquisito al museo di storia naturale per ulteriori analisi.

Il luogo è stato coperto ed ora si trova sotto una rotonda vicino al parcheggio del collegamento ferroviario alla galleria sotto la Manica.

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