Norfolk fu una delle ultime sacche di resistenza contro l´occupazione romana, hanno rivelato nuove analisi delle evidenze archeologiche.
Ma l´impero militare potrebbe avere eclissato i nativi Angli dell´Est, in un brutale assalto descritto come un "olocausto dimenticato".
Una fiorente "proto-città" celtica, pari per importanza alla moderna Londra per i suoi occupanti Iceni, si estendeva per otto miglia quadrate del West Norfolk, quasi certamente ospitando una dimora stabile della regina Boadicea.
David Thorpe, del Progetto di Ricerca Storica e Archeologica di Sedgeford (Sharp), è il direttore degli scavi, la cui precisa località non è stata ancora rivelata.
Ad una conferenza stampa, nei giorni scorsi, ha spiegato che il team ha scoperto frammento bruciati che si ritiene siano i resti di un´abitazione, rasa al suolo dagli invasori romani circa 2, 000 anni or sono.
Molte evidenze sono emerse negli ultimi nove anni. Ma soltanto adesso il team si sente abbastanza sicuro da rendere nota la sua teoria sugli esiti finali degli scavi.
Thorpe ha dichiarato: "Sembra che vi fosse una popolazione nell´area, e quindi, attorno al 60 o 70 d.C., tutto improvvisamente scompare. Anche i reperti romani sono completamente assenti.
"Se paragoniamo questa ad altre aree attraverso il paese, notiamo che è estremamente insolito. La maggior parte delle comunità furono conquistate o accettarono pacificamente la sovranità romana, e quindi abbiamo tracce romane.
"Sembra invece che qui vi fosse una popolazione di grande carattere che fece di tutto per resistere all´Impero Romano, probabilmente l´ultima roccaforte di indipendenza.
"Ma i Romani non tolleravano le insubordinazioni e devono avere reagito con particolare violenza, distruggendo gli insediamenti e riducendo la popolazione in schiavitù."
Dal momento che i Celti non lasciarono dati scritti, molto della storia rimane nell´ambito delle congetture.
Ma le strutture riportate alla luce indicano tracce di confini, palizzate che separano aree, fortilizi e fossati. Le scoperte di gioielleria squisitamente ornata suggeriscono che si deve essere trattato del cuore dell´accampamento degli Iceni, dove si ritirava regolarmente anche la regina Boadicea.
Con l´invasione romana, vi furono inizialmente pochi conflitti in Est Anglia. L´assenza di scoperte romane suggerisce che gli Iceni non solo resistettero alla loro sovranità, ma che rifiutarono di commerciare con l´impero in una forma di movimento no-global ante litteram.
Gli Iceni in seguito si rivoltarono, unendo le loro forze con i Trinovantes dell´Essex. I loro sforzi, però, furono in ultimo fiaccati e dovettero soccombere.
Sharp ha iniziato le sue ricerche nel 1996. Tra il suo lavori, uno scavo estensivo di un cimitero sassone nella valle dell´Haecham.
Per maggiori informazioni visitare il sito (in lingua inglese) www.sharp.org.uk
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