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19 Aprile 2005 ARCHEOLOGIA
ars technica
IL « SACRO GRAAL DEL MONDO CLASSICO » O UNA TROVATA PUBBLICITARIA?
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Quando uno studente d´arte mi ha chiesto qualche giorno fa se non avessi sentito la grande notizia di una recente, sorprendente scoperta proveniente da Ossirinco, la mia risposta è stata un "no" piuttosto sbrigativo, con il commento che se si fosse trattato di una scoperta così grande, mi sarebbe sembrato davvero strano non averne sentito parlare, dal momento che stavo tenendo un seminario di papirologia alla Università di Chicago, con il direttore del gruppo di Papirologia della SBL e che stavamo lavorando insieme sui testi da Ossirinco. Lo studente mi ha allora inviato una storia sensazionale della rivista The Independent (http://news.independent.co.uk/world/science_technology/story.jsp?story=630165) che circola in questi giorni.

FINALMENTE CODIFICATO: IL « SACRO GRAAL CLASSICO » POTREBBE RISCRIVERE LA STORIA DEL MONDO

Gli scienziati hanno iniziato a svelare i segreti dei rotoli di papiro che recano parole perdute da tempo dei giganti della letteratura greca e romana

Per più di un secolo, ha causato emozione e frustrazione in misura uguale – una raccolta di scritti greci e romani così vasta che avrebbe potuto riscrivere la mappa della civiltà classica. Se solo fosse leggibile.

Ora, con un significatvo passo avanti, descritto come l´equivalente classico della scoperta del Sacro Graal, gli scienziati dell´Università di Oxford hanno impiegato una tecnologia ai raggi infrarossi per codificare gli scritti, conosciuti come Papiri di Ossirinco, e con la prospettiva che centinaia di commedie, tragedie e poemi epici greci potrebbero presto essere rivelati.

Solo negli ultimi quattro giorni, i classicisti di Oxford hanno iniziato a fare una serie di scoperte sorprendenti, inclusi scritti di Sofocle, Euripide, Esiodo, ed altri giganti della letteratura del mondo antico, perduti per millenni. Ritengono persino di avere trovato alcuni Vangeli Cristiani perduti, gli originali dei quali furono scritti nello stesso periodo dei primi libri del Nuovo Testamento.

Naturalmente ero emozionato, ma la storia intera faceva suonare diversi campanelli d´allarme nella mia mente. Primo, come menzionato sopra, sto leggendo alcuni di questi testi con il papirologo David Martinez, specializzato in papiri egizi ed uno dei primi a sapere se vi fosse qualche scoperta eccezionale da fare. Di solito, voci di notizie davvero grosse in questo campo pressoché oscuro, circolano attraverso una rete preferenziale, prima di emergere sui mezzi di informazione di massa. Sicuramente il lavoro sconvolgente come è stato descritto nell´articolo, non sarebbe stato del tutto sconosciuto al resto del campo della papirologia, e se il mio professore ne era a conoscenza, certamente aveva avuto già qualche menzione in passato.

Un altro problema con la storia, è che implica che i testi di Ossirinco siano un insieme di testi incomprensibile, che gli studiosi non riuscirebbero a codificare, e questa ricerca potrebbe magicamente svelarne i contenuti e renderli immediatamente leggibili. Certamente molti di questi testi sono stati danneggiati in certi punti, ed è difficile leggervi le lettere, ma i problemi non riguardano il decifrare la forma delle lettere, quanto il mettere insieme numerosi piccoli frammenti leggibili ma individuali nell´ordine corretto. E spesso, quando i frammenti sono riavvicinati insieme, vi sono ampi gap nel testo, chiamati lacunae, dove il testo è mancante. Come sostiene, in effetti, l´articolo dell´Indipendente, la collezione di Ossirinco è in effetti simile al più grande puzzle della storia del mondo. Ma nessun genere di analisi spettrale è in corso per risolvere il problema di come rimettere insieme i pezzi.

E vi è inoltre il fatto che analisi multispettro a raggi infrarossi dei papiri di Ossirinco si sono tenute per oltre due decenni. Nel seminario sopramenzionato, Martinez ha descritto queste tecniche, e non sono affatto una cosa nuova.

Inoltre, un altro passaggio davvero esagerato è stato questo:

Quando tutto sarà letto – principalmente dal greco, ma anche da latino, ebreo, copto, siriano, aramaico, arabo, nubiano e persiano – il nuovo materiale probabilmente aggiungerà al mondo circa 5 milioni di parole. I testi decifrati negli ultimi pochi giorni saranno pubblicati il mese prossimo dalla Società di Esplorazione Egizia con sede a Londra, che finanzia le ricerche e possiede la collezione.

Nessuna scoperta di questo genere, specie se così eclatante, può mai essere pubblicata in un solo mese dopo la sua scoperta. Normalmente, ci vogliono anni perché la prima edizione di un nuovo testo sia pubblicata su una rivista scientifica o all´interno di una dissertazione. E naturalmente, le scoperte principali non sono pubblicate nella forma della traduzione inglese sull´articolo di un giornale, come nel caso dei nuovi versi della commedia di Sofocle La Progenie.

Con tutte queste domande relative all´articolo, ho deciso di attendere fino al termine del mio seminario di oggi, prima di scriverlo. Sono felice di averlo fatto, perché Martinez sembrava vagamente sorpreso e piuttosto scettico all´apprendere la notizia. Alcuni papirologi della "Papy list" (http://adam.igl.ku.dk/~bulow/papy-l.html ), la list dove molti papirologi attorno al mondo effettuano annunci, si interrogano reciprocamente, etc., ridicolizzano apertamente la trovata dell´ Independent.

Inoltre, la pagina (http://www.classics.ox.ac.uk/research/projects/papyri.asp ) che descrive il progetto riferito nell´articolo, sembra molto più un progetto di archiviazione digitale che un nuovo progetto per la riproduzione di immagini, e non contiene niente che potrebbe provare la pretesa scoperta sensazionale.

CONTATTA L´AUTORE DELL´ARTICOLO: hannibal@arstechnica.com