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5 Ottobre 2004 ARCHEOLOGIA
BBC News online
INSOSPETTATE ABILITÀ DEI CHIRURGHI DEL MEDIOEVO
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I chirurghi potavano avanti complicate operazioni di chirurgia cerebrale nei tempi medioevali, come mostrano i resti di un corpo trovato ad uno scavo archeologico.

Un teschio appartenente ad un uomo di 40 anni, che visse tra il 960 ed il 1, 100 d.C., è la più solida evidenza di chirurgia cranica, hanno dichiarato i suoi scopritori.

I resti, trovati nello Yorkshire, mostrano che l´uomo sopravvisse ad un altrimenti fatale colpo alla testa grazie alla chirurgia.

Circa 700 scheletri sono stati dissotterrati dall´English Heritage ad un sito presso Malton.

Gli scienziati hanno esaminato i resti del villaggio, ora deserto, di Wharram Percy.

Una volta attiva comunità costruita presso pascoli e terre coltivabili, cadde in rapido declino dopo la Morte Nera, per essere poi abbandonata completamente.

Il cranio in questione, datato all´XI secolo, era stato colpito in modo pressoché fatale da un corpo arrotondato, causando una grave frattura depressa sul lato sinistro.

Un esame più ravvicinato ha rivelato che la vittima era stata salvata da un intervento chirurgico di trapanamento del cranio.

Un´area rettangolare della scatola cranica, delle misure di 9 cm per 10, venne probabilmente sollevata per permettere ai segmenti dell´osso depresso di essere accuratamente rimosso.

Ciò avrebbe alleggerito la pressione sul cervello.

Scritti greci e romani documentano la tecniche di trapanatura per trattare le fratture del cranio, ma non se ne fa menzione nella letteratura anglosassone.

Alcuni storici hanno teorizzato che l´Europa occidentale fu privata di simili conoscenze chirurgiche per secoli, dopo la caduta di Alessandria del VII secolo.

Il dr. Simon Mays, esperto di biologia dello scheletro al Centro dell´English Heritage per l´Archeologia, ha dichiarato: "Questo cranio è la migliore evidenza di cui disponiamo che a quei tempi, in Inghilterra, fossero in uso pratiche di chirurgia craniale.

"Ciò predata i racconti medioevali scritti sulle procedure mediche di almeno 1, 000 anni e smentisce le comuni nozioni secondo cui i guaritori anglosassoni lavoravano solo con incantesimi e pozioni.

"Il cranio, databile ai tempi neolitici, mostra che le fratture guarirono bene.

Gli scienziati ritengono che il foro rimasto fu probabilmente chiuso con tessuto rigido cicatriziale; e si domandano come un abitante del villaggio possa essere stato in grado di affrontare questa complicata procedura medica.

Esami degli altri scheletri al sito hanno rivelato un alto livello di malnutrizione, malattia e problemi nella crescita.

Il dr.Mays ha dichiarato: "Sappiamo che l´abilità medica era riservata alle elite. Pertanto, i trattamenti portati avanti sull´abitante di Wharram non combaciano con le nostre conoscenze del periodo.

"Sembra più probabile che l´operazione sia stata condotta da un guaritore itinerante di insolita bravura, il cui acume medico si tramandava per tradizione orale."

Dieci degli altri scheletri, incluso un bambino, mostrano segni di ferite alla testa causate da oggetti contundenti.

"La violenza a Wharram coinvolgeva oggetti a portata di mano, come gli attrezzi agricoli.

"L´abitante del villaggio fu probabilmente coinvolto nell´equivalente medioevale di una rissa da bar, o potrebbe essere stato vittima di una rapina o di una faida familiare."