sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
19 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
The Herald
I Segreti del muro di Adriano
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Ricerche tra le principali rovine risalenti all´invasione dell´impero Romano della Scozia hanno dato agli storici una vivida immagine nella vita quotidiana dei soldati semplici e la natura terribile dell´antica arte della guerra.

Scavi del Muro di Adriano, della lunghezza di 38 miglia dal Forte di Mumrills, presso Falkirk, hanno rivelato tracce di strutture difensive romane, progettate per causare il massimo danno agli attaccanti, e perfino la cucina quotidiana per i fanti.

Gli archeologi hanno scoperto che la frontiera, che soppiantò brevemente il Muro di Adriano nel II secolo d.C., era rifinita nella parte superiore con fori riempiti da pali che potrebbero essere stati dotati di oggetti acuminati come cocci di vetro.

Simili fortificazioni, conosciute come lilia - perché probabilmente ai romani ricordavano i gigli - sono riprodotti sulla colonna di Traiano a Roma e descritti da Giulio Cesare nel De Bello Gallico, la sua descrizione autografa di una delle sue campagne.

Geoff Bailey, curatore di archeologia e storia locale al Museo di Falkirk, ha dichiarato: "Abbiamo trovato ora questi lilia in otto diverse occasioni, e sembra che proseguissero per le intere 38 miglia del vallo. Sono un´altra parte del sistema difensivo che non era mai stato scoperto prima. I romani avevano dotato la fortificazione di un fossato, del vallo e di questi lilia, che si sarebbero potuti definire l´equivalente nell´antica Roma di un campo minato.

"I tedeschi avevano simili strutture chiamate fossa del lupo, nella prima guerra mondiale, e sono state usate in tempi relativamente recenti anche nella guerra del Vietnam, dove venivano spalmate con grassi animali, così che ogni ferita inflitta sarebbe diventata infetta.

"Non sappiamo se i romani facessero qui qualcosa di simile, ma offrivano certo un ulteriore ostacolo alle persone che si spostavano da nord a sud, ed incanalava la gente nei passaggi sorvegliati dove il controllo era più agevole.

"Dimentichiamo i libri di scuola, questo è il modo in cui vivevano."

Non è ancora chiaro perché Antonino il Pio, che successe all´Imperatore Adriano, costruì il vallo che di lui porta il nome. Si estendeva dal Firth of Forth fino a Glasgow e, a differenza del Vallo di Adriano, era costruito di detriti su una fondazione di pietra. Volontari ed esperti del Servizio del Museo di Falkirk hanno anche dissotterrato i resti di due strutture di legno, due forni ed un pozzo, tutti costruiti lungo una via romana più antica, lasciando pensare che l´area fosse un centro di attività. Le installazioni difensive proteggevano la terra in prossimità dei forti sul retro del bastione di Antonino che si riteneva in precedenza essere vuoto.

In ogni modo, lo scavo al Forte di Mumrills ha messo in evidenza che queste aree erano estremamente trafficate e che ospitavano industre che a rischio di incendio o che mandavano odori non piacevoli, come concerie o officine di fabbri.

Bailey ha affermato: "Era tradizionalmente ritenuto che gli annessi presso i forti permanenti fossero vuoti. Le prove ora mostrano che erano piene di edifici.

"I soldati vi si sarebbero potuti fermare per mettere a punto la loro armatura. Avevano una zona per la preparazione dei cibi, e nel corso degli scavi sono stati trovati semi e granaglie."

Ha aggiunto: "L´esercito romano era nominato per essere estremamente disciplinato ed organizzato, ma qui vediamo che gli edifici e gli arredi erano sgangherati."

Granaglie, ceramiche e manufatti di ferro dallo scavo sono attualmente all´esame delle Università di Cardiff e Glasgow, e del Museo Nazionale di Scozia. Di qui si potrebbero ricavare ulteriori dettagli circa il vallo e l´area circostante in tempi romani.

Vita di frontiera.

Nel 141 d.C. il Vallo di Antonino fu creato attraverso la valle di Forth-Clyde, come una nuova frontiera.

Il vallo fu costruito di pietre coperte di detriti e terra, misurava circa tre metri di altezza e quattro di spessore, e correva da Bo´ness ad est ad Old Kilpatrick ad ovest.

E´ segnata da tavolette di pietra incise che registrano il completamento di ogni settore.

Vi erano almeno 17 forti a circa due miglia di distanza e 40 avamposti lungo il lato meridionale del muro.

La vita quotidiana lungo il muro implicava un lavoro di mantenimento e di sorveglianza. Il centurione in carica di un forte inviava rapporti su tavolette di legno.

Alcuni forti avevano perfino un bagno termale, come quello di Bearsden, presso Glasgow.