Viaggio nella Penisola in cui troppo spesso aree ricche di reperti antichi vengono sacrificate inutilmente per una manciata di posti auto o per costruire nuovi centri commerciali
"Pochi mesi prima (dell'uccisione di Cesare), nella colonia di Capua i coloni dedotti con la legge Giulia per costruire fattorie distrussero tombe antichissime. E si adoperarono con grande cura, in quanto andavano trovando buona quantità di recipienti fittili di antica manifattura", scrive Svetonio tra il I e il II secolo. Un episodio, fra i non pochi tramandati dalle testimonianze della letteratura classica, nei quali si fa riferimento al ritrovamento di oggetti più antichi. Un corpus di casi che dimostra quanto poco fondato fosse il celebre paradosso di Denis Diderot, "Beati gli antichi che non avevano antichità".
La storia dell'archeologia, per lungo tempo, è stata costellata di scoperte portate da scavi tutt'altro che finalizzati ad un'indagine mirata. La costruzione di una nuova struttura, come l'operazione edilizia che prevedesse un qualsiasi intervento di scavo e ancor più la realizzazione di infrastrutture, hanno costituito in moltissimi casi l'occasione per riscoprire. Occasioni, non di rado, perse.
Le città, ancora più dei territori, hanno conservato quel che hanno potuto. Quello che costituiva l'esito della contrapposizione tra due mondi in antitesi, quello dell'edilizia e l'altro, dell'archeologia. Gran parte del patrimonio archeologico affastellato tra le pieghe dei centri urbani italiani e dei loro territori sempre più urbanizzati, per certi versi, il bottino di una lunga tensione.
n sistema sclerotizzato, solo marginalmente riavviato dalla pratica dell'archeologia preventiva dopo la legge del 2005. Una garanzia per l'opera da realizzarsi, come per la salvaguardia di eventuali presenze antiche. Almeno nelle intenzioni, uno strumento efficace. Nella pratica non sempre. Le indagini archeologiche preliminari considerate come un passaggio ineludibile, spesso insufficienti, aldilà dei risultati emersi, a costringere ad un ripensamento dell'intero progetto. Centri commerciali, palazzi, hotel, mercati e parcheggi, troppo di rado hanno mutato le loro iniziali cubature complessive, le loro forme. La casistica fin troppa ricca. è accaduto a Roma. Agli ex Mercati generali, all'Ostiense, dove una straordinaria opera di bonifica realizzata riutilizzando anfore, oltre a due tracciati stradali, sono stati coperti già nel 2008. In attesa che prenda forma il progetto dell'architetto Rem Koolhaas.
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