Tempi duri per le api: gli Stati membri dell'Unione Europea hanno bocciato la proposta di bando dei tre pesticidi (neonicotinoidi) ritenuti fra i possibili responsabili del drammatico declino di questi preziosi insetti, che viene registrato da qualche anno in gran parte del mondo occidentale. Così come lo scorso 15 marzo infatti, la maggioranza (15 paesi) si è espressa a favore del divieto, ma ciò non è bastato per raggiungere la maggioranza qualificata dei votanti decisiva per l'approvazione della proposta. Gli 8 paesi contrari (4 gli astenuti), insieme alle associazioni di categoria dei coltivatori, affermano che la decisione di vietare l'uso dei neonicotinoidi non sarebbe sufficientemente supportata da elementi scientifici. Eppure qualcosa sembra muoversi.
A questo punto infatti, la decisione di consentire o meno l'uso dei pesticidi spetta alla Commissione, la quale potrebbe adottare in via cautelativa a partire dal 1° dicembre le restrizioni proposte, in attesa di disporre di dati scientifici sufficienti. Un annuncio ufficiale del divieto, come scrive anche il Guardian, è atteso per le prossime settimane da parte della Commissione. Le evidenze degli effetti dei pesticidi sulle api sono riportate principalmente in un documento dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) dello scorso gennaio e per il mese di maggio ne è prevista la pubblicazione di un nuovo.
Fin dal 2006 il mondo degli apicoltori e degli entomologi sta assistendo a una vera e propria moria su scala planetaria di questi imenotteri, che ha portato in pochi anni al dimezzamento del loro numero e all'estinzione quasi totale in Nord America, ma le cui cause non sono ancora state chiarite del tutto. Quel che è certo è che l'uso indiscriminato in agricoltura dei pesticidi appartenenti alla categoria dei neonicotinoidi, come dimostrato da numerosi report scientifici, ha un ruolo tutt'altro che marginale nella cosiddetta "sindrome dello spopolamento degli alveari", patologia individuata e descritta per la prima volta negli Stati Uniti proprio nel 2006.
Mentre a livello europeo non si è ancora giunti a un accordo fra i paesi membri che possa arginare le disastrose conseguenze del fenomeno, l'Italia ha già messo sotto controllo l'uso delle sostanze killer fin dal 2008, istituendo il divieto dell'impiego dei neonicotinoidi in agricoltura, al momento prorogato fino al 30 giugno.
E Greenpeace, che alla questione ha dedicato un intero dossier scaricabile da un sito dedicato (Salviamo le Api), ha messo in atto una serie di atti dimostrativi: da ultima la manifestazione di una settimana fa a Basilea sotto la sede della Syngenta, produttore del Thiamethoxam, uno dei tre neonicotinoidi ritenuti responsabili della moria delle api. Gli altri due, il Clothianidin e l'Imidacloprid, sono prodotti dalla Bayer.
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