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19 Febbraio 2002 ARCHEOLOGIA
Ananova
Il mare minaccia la storia scozzese
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Gli archeologi sostengono che l´erosione costiera stia distruggendo importanti siti preistorici in Scozia.

Se gli antichi insediamenti vogliono essere salvati, sarà necessario un intervento urgente.

Non appena alcuni forti risalenti all´Età del Bronzo sono crollati, gli scheletri sono stati portati via dalle acque del mare da camere funerarie risalenti all´Età del Ferro, e parte di una nave vichinga, trovata nel 1991, è scomparsa.

Skara Brae, un sito risalente a 5000 anni or sono nelle Isole Orcadi, dichiarato Patrimonio dell´Umanità dall´UNESCO, è uno dei siti archeologici più importanti d´Europa. Ma Julie Gibson, archeologa della Contea delle Orcadi, ha riferito al quotidiano The Times: "L´erosione costiera è il peggior problema che abbiamo da affrontare. Potrebbe rivelarsi catastrofico. I mutamenti climatici e meteorologici degli ultimi dieci anni ci dicono che non possiamo garantire che un sito che si trova qui oggi, vi sarà ancora, intatto, domani."

Un muro di contenimento per le acque del mare, costruito nel 1926 per proteggere Skara Brae, si sta lentamente sbriciolando e l´insediamento sarà ben presto staccato dalla terraferma per diventare un´isola a sé.

Gli archeologi ritengono che si spostare l´intero insediamento verso luoghi più sicuri. La signorina Gibson, però, ha dichiarato: "In termini di archeologia sarebbe possibile, ma un villaggio-replica non sarebbe comunque la stessa cosa. La meraviglia di Skara Brae è che è reale e che colpisce la gente che viene a visitarla. Non sarebbe lo stesso se fosse trasportato altrove."