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13 Settembre 2012 ARCHEOLOGIA
Ansa
SCOPERTA UN'ENORME CISTERNA D'ACQUA SOTTO IL MURO DEL PIANTO
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Una grande cisterna, capace di contenere circa 250 metri cubi di acqua, è stata scoperta durante gli scavi in corso a Gerusalemme ai piedi del Muro del Pianto (Ha Kotel) sul lato occidentale del Monte del Tempio.

Secondo gli archeologi il bacino - la cui acqua era destinata all'uso pubblico - risale al periodo del Primo Tempio (1000 anni prima dell'evo moderno) e rappresenta una delle più grandi dell'epoca, oltre che una tappa importante nella ricostruzione della vita della città di quegli anni. Il grande invaso - il cui rinvenimento è di qualche mese fa - é stata presentato, insieme ad altri risultati degli scavi di questo ultimo anno, alla 13/a Conferenza su "La citta' di Davide. Studi sull'antica Gerusalemme" e la notizia è stata diffusa con grande rilievo dai media israeliani.

Come in un film di 'Indiana Jones' la scoperta ha avuto il suo momento magico: mentre gli archeologi stavano lavorando sul fondo di un pavimento di un canale di scolo, una piccola breccia alla sua base - ha detto Eli Shukron, direttore degli scavi per conto delle Antichità Israeliane - ha lasciato intravedere qualcosa. Il primo a mettere la testa dentro la breccia per dare un'occhiata - ha raccontato il Jerusalem Post - è stato lo stesso Shukron. Dopo di lui, gli altri erano così eccitati di vedere cosa ci fosse da non aspettare neppure l'arrivo delle luci elettriche di supporto: hanno acceso direttamente i cellulari e hanno illuminato la cavità.

La cisterna presenta ancora vaste tracce di intonaco originale - sulle quali si possono vedere le impronte delle mani di chi vi ha lavorato - e misura, 12, 5 metri per 5, per 4, 5, con la ragguardevole capacità appunto di 250 metri cubi di acqua. Ma la sua importanza è anche un'altra: per molto tempo sulla base di precedenti scavi gli archeologi hanno creduto che i pellegrini e i residenti fossero costretti a raggiungere la fonte di Gihon (situata nel letto di un torrente in fondo al parco della Città di David) per rifornirsi di acqua per le cerimonie rituali e per la vita di tutti i giorni. Con la scoperta della cisterna, gli studiosi - ha spiegato ancora Shukron - "hanno ora l'opportunità di comprendere la vita quotidiana che si svolgeva intorno al Tempio" e il fatto che vi fosse lì vicino una riserva di acqua. La datazione è motivata dall'intonaco usato: è dello stesso tipo di quello adoperato per altre cisterne della medesima epoca rinvenute nella zona della fonte di Gihon. Inoltre, i serbatoi privati di acqua, a differenza di quello appena scoperto, erano molto più piccoli e potevano contenere soltanto poche dozzine di metri cubi di liquido. L'acqua primaverile, secondo la ricostruzione degli archeologi, doveva scendere giu' dal pendio del Monte del Tempio per entrare da un lato della cisterna e lì colmare l'intera capacità del bacino. Tvika Tsuk, archeologo capo dell'Autorità israeliana per la Natura e i Parchi - che ha partecipato allo scavo - ha detto che la cisterna è simile a quelle della stessa epoca trovate a Beit Shemesh, cittadina non distante da Gerusalemme, e a Beersheva, città nel Neghev, sud di Israele.