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25 Agosto 2012 SCIENZA
di Andrew Fazekas http://www.nationalgeographic.it
SCOPERTO DA HUBBLE UNO SCONTRO TRA AMMASSI STELLARI
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Il telescopio spaziale Hubble ha scorto in lontananza i primi istanti di uno scontro frontale tra due enormi ammassi stellari.

Il botto avverrà all'interno della nebulosa Tarantola (o 30 Doradus), una grande fabbrica di stelle vecchia 25 milioni di anni che si trova a 170.000 anni luce dalla Terra.

La nebulosa Tarantola è nascosta all'interno della Grande Nube di Magellano, una piccola galassia compagna della nostra Via Lattea.

"Secondo le nostre simulazioni il processo di fusione è in corso e non verrà completato prima di tre milioni di anni" ha spiegato Elena Sabbi, primo scienziato dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, nel Maryland.

L'ammasso più grande contiene circa 52.000 stelle e ha sensibilmente contorto e allungato l'ammasso più piccolo - fino a poco tempo fa sconosciuto - che contiene diecimila stelle. Il più debole dei due è stato così "bistrattato" che fino ad ora era stato praticamente irriconoscibile.

"Grazie ad Hubble siamo riusciti ad osservare per la prima volta anche le stelle meno luminose. Questo a sua volta ci ha permesso di scoprire la presenza di un secondo ammasso" ha detto Sabbi.

Gli astronomi hanno notato questo fenomeno per caso, mentre erano alla ricerca di stelle fuggiasche. Si chiamano così quelle stelle di grandi dimensioni che vengono espulse a velocità di oltre 100.000 chilometri orari dall'ammasso che le ha generate. Si sa già che la nebulosa Tarantola ne ospita diverse al suo interno.

Secondo gli scienziati la "danza" gravitazionale dei due corpi celesti che stanno per unirsi ha dato l'abbrivio a queste stelle fuggiasche.

Dobbiamo ripensare gli ammassi stellari?

Secondo Sabbi, comprendendo l'origine delle stelle fuggiasche si possono creare modelli informatici più precisi per riprodurre la nascita e l'evoluzione degli ammassi stellari.

"Secondo alcuni modelli recenti, le grandi nubi [di gas e polvere] nelle quali si formano gli ammassi stellari, si frantumano in parti più piccole. Sono proprio questi frammenti che, unendosi, possono dar vita agli ammassi di maggiori dimensioni" ha spiegato Elena Sabbi.

"L'idea che ci siamo fatti è che per la prima volta stiamo riuscendo a sbirciare dentro la regione di formazione stellare più attiva in questa parte di universo".

Questo immenso scontro potrebbe anche portare a un ripensamento delle attuali teorie sulla natura degli ammassi stellari, che si trovano in tutte le galassie dell'universo. Lo sostiene Dennis Zaritsky, un astronomo all'University of Arizona che non ha preso parte a questo studio.

"Fino ad ora abbiamo pensato gli ammassi stellari come assembramenti di stelle omogenee e più o meno della stessa età, alle quali si sono uniti - con la forza di gravità - sciami di epoca precedente. Ma ora le cose cambiano: se gli ammassi possono anche essere pensati come combinazioni di sciami differenti, non possiamo più ritenere che siano composti da stelle della stessa età" ha detto Zaritsky.

"Morale della favola: la scoperta che stiamo facendo potrebbe influire sul modo in cui, da domani in poi, interpreteremo ogni osservazione degli sciami stellari".

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