Esaminando le fotografie ad alta risoluzione scattate dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, un gruppo di scienziati ha scoperto 269 spirali incise sulla superficie di Marte. Le figure mostrerebbero che la Athabasca Valles, una zona dall'aspetto inconsueto vicino all'equatore del pianeta, è stata modellata dai vulcani e non, come alcuni ritengono, dall'azione dei ghiacci.
I canali e le placche di terreno della Athabasca Valles mostrano chiaramente che, milioni di anni fa, la superficie del pianeta è stata attraversata da un flusso di materiale che l'ha modellata e fratturata. Secondo alcuni scienziati si trattò di una gigantesca corrente lavica; secondo altri, di blocchi di ghiaccio, simili al pack artico, emersi da un antico mare interno.
Le spirali, larghe fino a 30 metri ciascuna, farebbero propendere per la prima ipotesi. "Non si conoscono meccanismi in grado di produrre, in un ambiente ghiacciato, figure spiraliformi con le dimensioni e la frequenza che osserviamo nell'area studiata", scrivono Andrew Ryan e Philip Christensen, della Arizona State University, in un articolo pubblicato sul settimanale Science.
I due studiosi, invece, sostengono che le spirali somigliano molto a figure caratteristiche dei flussi di lava lenti originati dai vulcani hawaiani. "Tutto ciò che vediamo nell'Athabasca Valles può essere modellato dalla lava. Alcune figure sembrerebbero attribuibili a flussi di ghiaccio, ma sono le spirali a indicare che non è questo il caso", precisa Ryan.
Sulla Terra, i flussi di lava detti pahoehoe possono muoversi da un'unica fonte in direzioni e con velocità diverse. Ne risulta un movimento rotatorio che fa sì che la crosta in cima ai flussi si rapprenda in forme a spirale, molto simili a quelle osservate su Marte. Figure analoghe si trovano sulla Terra in una catena montuosa oceanica, dove due "nastri trasportatori" trascinano la crosta terrestre in direzioni opposte, così da far avvitare la lava che fuoriesce dalle spaccature.
Non tutti gli studiosi, però, concordano con le conclusioni di Ryan e Christensen. John Murray, del Dipartimento di Scienze della Terra della Open University, un ateneo britannico, ritiene che lo studio sia interessante e le spirali un fenomeno curioso. Ma, prosegue, le caratteristiche della Athabasca Valles possono essere spiegate solo dalla presenza di un antico mare ghiacciato.
"Penso che l'unica teoria che possa spiegare tutte queste caratteristiche sia quella secondo cui in quella zona c'era dell'acqua che poi è ghiacciata e da allora è sublimata", afferma lo studioso. La sublimazione è il passaggio diretto di una sostanza dallo stato solido a quello gassoso. "La lava non si comporta mai in tanti modi diversi", prosegue. "Può coagularsi in placche, ma solo sulla scala di qualche metro. Quelle della Athabasca Valles sono lunghe chilometri, e il solo modo di spiegarle è presupporre l'esistenza di un liquido molto fluido e mobile: acqua o qualcosa di molto simile".
La diatriba tra i sostenitori della lava e quelli dei blocchi di ghiaccio non interessa solo i geologi. Se fosse provata la presenza di acqua ghiacciata nell'antichità, la Athabasca Valles potrebbe diventare l'obiettivo di future missioni alla ricerca di tracce di vita su Marte.
"Se davvero sono i resti di un grande mare interno, è lì che si possono trovare segni di vita, se mai ce n'è stata", sostiene Murray. "Anche se il mare è scomparso cinque milioni di anni fa, potrebbero esserci ancora resti di ghiaccio sulla superficie, e forse anche tracce di microfossili".
Ryan però conferma la sua teoria, per la quale le strane caratteristiche della Athabasca Valles possono essere spiegate solo dal vulcanismo. "Non credo che sarebbe un buon posto dove cercare la vita", dice. "Ma è certo un punto molto interessante da cui studiare la storia vulcanica e geologica di Marte".
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