E' stata scoperta una stella 'imitatrice', che simula il comportamento di stelle molto diverse anche se le sue caratteristiche, prima tra tutte la sua massa, non sono assolutamente compatibili con quella classe di astri. Annunciato su Nature, il risultato si deve a un gruppo di ricerca al quale partecipano anche gli italiani Giuseppe Bono, dell'università di Roma Tor Vergata e dell'osservatorio di Roma dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e Pier Giorgio Strada Moroni, di università di Pisa, Inaf e Istituto Nazionale di fisica nucleare (Infn).
La stella imitatrice, distante circa 25.000 anni luce dalla Terra, si chiama RRLYR-02792 e si trova in un sistema binario, ossia orbita intorno ad una stella 'sorella'. Simula il comportamento delle stelle chiamate RR Lyrae, che hanno circa 10 miliardi di anni e variano la loro luminosità con periodi che vanno da poche ore a poco meno di un giorno perché la loro struttura si espande e si contrae regolarmente. ''E' ciò che resta di una stella molto più grande, che inizialmente doveva essere di circa 1.4 masse solari'', spiega Bono. ''La sua compagna, che è più densa ed ha una forza di gravità maggiore, le ha strappato gran parte del suo guscio esterno, lasciandola quasi nuda con il nucleo centrale avvolto solo da un velo sottilissimo di idrogeno. Questo le ha impedito di avere una normale storia evolutiva'', prosegue il ricercatore.
''E' proprio questo sottile velo di idrogeno - osserva - che fa avere a questa stella il comportamento che avrebbe dovuto avere se non fosse stata privata del suo guscio''. La vera identità di questa stella e' stata identificata studiando il sistema binario durante un'eclissi periodica fra le due stelle.
I ricercatori sono riusciti a misurare la massa di questo oggetto celeste basandosi sulla variazione di luminosità del sistema e sul periodo di rivoluzione di RRLYR-02792 attorno alla sua compagna grazie a due grandi telescopi che si trovano in Cile: il Magellano, presso l'osservatorio Las Campanas, e il Very Large Telescope (Vly) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). Con grande sorpresa, gli astronomi hanno scoperto che RRLYR-02792 ha una massa di appena 0.26 masse solari, cioè è 2-3 volte meno massiccia delle comuni RR Lyrae, che si attestano tra le 0.6 e le 0.8 masse solari.
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