sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
31 Gennaio 2007 ARCHEOLOGIA
The Egyptian State Information Service
I MANUFATTI SOTTOMARINI PIÙ ANTICHI
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Una grotta scavata nella roccia è stata scoperta nel Porto Faraonico di Marsa Gawasis nel Safaga.

Tra dicembre e gennaio, gli archeologi avevano trovato resti di legname, parti di un vascello atto alla navigazione, che si trovava a Marsa Gawasis – uno dei porti egiziani della costa del Mar Rosso - più di 3, 500 anni or sono, in tempi Faraonici.

Il legno di cedro, importato dalla Siria, è stato trovato all´interno di due grotte artificiali. Tra le altre scoperte, una piattaforma e iscrizioni riguardanti una spedizione alla Terra di Punt.

Marsa Gawasis è situata lungo una scogliera corallina all´estremità settentrionale di Wadi Gawasis, 23 km a sud del porto di Safaga.

Il sito fu scoperto nella metà degli anni ´70 da Abdel Moneim Sayyed dell´Università di Alessandria. Questi identificò Marsa Gawasis con il Porto Faraonico da cui venivano inviate le spedizioni alla volta della Terra di Punt, che si ritiene fosse situata tra l´Eritrea ed il Sudan orientale del tempo presente.

Nel 2001, L´Università di Napoli, l´Istituto Italiano Africano ed Orientale e la Boston University cominciarono ad esaminare il sito sotto la direzione di Rodolfo Fattovich e Kathryan Bard.

Gli scavi furono concentrati su una lezione recentemente tenuta da Fattovich alla sezione archeologica dell´ambasciata italiana al Cairo.

Nel 2005-2006 sono stati portati avanti scavi lungo il lato occidentale della scogliera presso la spiaggia.

Evidenze indicano l´uso di Marsa Gawasis come porto per viaggi da Punt, dall´Antico Medio Regno, fino all´inizio del Nuovo Regno. Le quattro grotte scavate dall´uomo ed il legname sono i più antichi manufatti marittimi al mondo, insieme con 21 contenitori di legno ed una nuova stele con i cinque nomi di Amenemhat III.

Alla fine dello scorso dicembre dopo che più di tre metri di sabbia sono stati rimossi dal fianco della scogliera corallina, archeologi italiani e americani hanno scoperto l´entrata di un´ampia grotta artificiale. Ancore di pietra, due grossi piloni di cedro sono stati trovati insieme a mattoni di fango e gesso utilizzati probabilmente per rinforzare l´entrata.

A nord dell´entrata, gli archeologi hanno trovato un´anticamera che conduce a due camere rettangolari entrambe di 12 metri per 4.

A sud si trova una piccola anticamera che conduce ad un´altra camera scavata nella roccia. All´esterno dell´entrata vi sono piccole nicchie incise, quattro delle quali ancora contenenti stele di calcare, che suggeriscono che questa grotta fosse un tempio.

La stele meglio preservata, che era caduta dalla sua nicchia, è stata trovata a faccia in giù nella sabbia. Inciso su questa stele si trova il cartiglio del Re Amenemhat III, che regnò attorno al 1800 a.C. Il testo geroglifico si trova sotto una scena che ritrae il Re che compie un´offerta al dio Min riguardo a due spedizioni condotte dagli ufficiali Nebsu e Amenhotep a Punt e Bia-Punt.

Appena dentro la grotta, gli archeologi hanno trovato due lunghi pali di legno, generalmente usati per l´ormeggio delle barche, che potrebbero essere stati usati sulle navi della Regina Hatshepsut nel corso della famosa spedizione a Punt, descritta in un´iscrizione in basso rilievo nel suo tempio a Deir el-Bahri.