A dispetto dell´ignobile mercato illegale di antichità e della continua minaccia di furti e saccheggi, l´archeologa Christiana Koehler, minimizza i rischi personali e commenta divertita le false convinzioni, ispirate dalle saghe del cinema hollywoodiano, che circolano in relazione al suo lavoro.
"Spesso non è affascinante come potrebbe sembrare" dice l´egittologa di nascita tedesca, oggi a capo del gruppo australiano che ha scoperto una tomba di 5000 anni or sono a sud del Cairo, gettando luce sulla storia e lo sviluppo della scrittura geroglifica.
"Qualche volta vorrei avere un frustino. Ma questa è la sola cosa che potrei avere in comune con Indiana Jones".
Per cinque stagioni, insieme ai 10 membri del suo gruppo di ricerca, ha esaminato palmo a palmo la zona di Helwan, ora industrializzata, alle periferie meridionali del Cairo, nel corso di interminabili sessioni di lavoro protratte dall´alba al tramonto.
Purtroppo, i profanatori di tombe l´ hanno preceduta in almeno 20 casi, sul sito dell´estensione di circa 100 ettari che era una volta la necropoli di Menfi, prima capitale dell´antico Egitto. Particolarmente interessanti tra i suoi ritrovamenti, sono le incisioni in caratteri geroglifici su tre pietre tombali, scoperte nelle ultime settimane.
Il gruppo del Dr. Koehler aveva trovato precedentemente i resti di una donna "matura" sepolti in un´ampia cassa di legno e lo scheletro di una ragazza al termine della sua adolescenza in un sarcofago di legno nel quale la sua famiglia aveva posto piccoli boccali di calce, giare e bocce di oli profumati e cosmetici con un cucchiaio d´avorio e spatole d´osso, per l´igiene personale anche nell´oltretomba.
Ma il Dr. Koehler è maggiormente incuriosita dalla scritta geroglifica che conterrebbe la prova definitiva che la scrittura egizia si sviluppò autonomamente in loco, e non fu invece "importata" dalla Mesopotamia, come alcuni sostengono.
Il sito a Helwan è ora minacciato dallo sviluppo urbano. "E´ una dura battaglia che ci porta a lavorare in prossimità di un villaggio in continua espansione" aggiunge la Koehler. Ora trentasettenne, è cresciuta a Rhine, nella città di Worms, nella Germania sud-occidentale. L´archeologia è stata una passione "fino a quando era bambina".
I suoi genitori, che mandavano avanti un negozio d´arredi, erano preoccupati perché la loro studiosa figliola si interessava troppo alla storia delle civiltà del passato. Ma lei era determinata. "Dall´età di 12 anni- dice –avevo deciso di dedicare la mia vita all´archeologia, ed i miei genitori non avrebbero mai potuto fare niente per dissuadermi". All´età di 15 anni, cominciò a prendere parte come volontaria a sessioni di scavo in Germania, ma anche in Austria, Turchia ed Egitto.
Per realizzare il suo sogno, si iscrisse all´Università di Heidelberg, svolse un post-dottorato all´Università di Pennsylvania e infine accettò un incarico presso la Macquarie University nel 1996. Niente, comunque, avrebbe potuto prepararla all´emozione della scoperta delle scritte geroglifiche su tre pietre tombali (stele), in una camera funeraria datata al 2900 a.C. Molte sono state le scoperte effettuate nei suoi 20 anni di scavi archeologici in Europa e Medio Oriente, ma niente ha eguagliato l´emozione di trovare, alla fine di un tunnel, la più grande di tre stele di calcare del peso di 50 kg, appartenuta ad un prete, ed offerte votive incluse giare di vino e birra, pane e carne. Un suo assistente scoprì due steli più piccole in una delle 20 tombe. In un'altra, lo scorso anno, scoprirono un coltello di selce che li aiutò a datare la tomba alla Prima Dinastia dei Re dell´antico stato Egiziano. Il sito era stato esplorato in precedenza negli anni ´40 e ´50 dal famoso archeologo Zaki Saad, che trovo solo 34 stele tra le 1000 tombe che scavò. La Koehler ritiene che il suo team abbia lavorato più lentamente e approfonditamente. Sarebbe "quasi impossibile ormai fare una scoperta paragonabile a questa" ha detto. "Ma non si sa mai. Sono pronta a tutto".
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