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5 Dicembre 2011 SCIENZA
Davide Castelvecchi http://www.nationalgeographic.it
SCOPERTA NELLA VIA LATTEA UNA "LUCE INVISIBILE"
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La scoperta delle sonde Voyager nel loro viaggio verso i confini del Sistema Solare.

Una radiazione ultravioletta mai rilevata dall'uomo: l'hanno "vista" per la prima volta le sonde gemelle Voyager - i più antichi veicoli spaziali ancora in funzione - nel loro viaggio verso i confini del Sistema Solare.

Si chiama radiazione Lyman-alfa, viene emessa da atomi di idrogeno in via di raffreddamento e proviene da regioni della Via Lattea su cui le sonde hanno potuto "gettare lo sguardo". "Ci sono già stati tentativi di misurare la radiazione dall'orbita terrestre, ma finora non hanno avuto successo", spiega Bill Sandel dell'Università dell'Arizona, uno scienziato che ha seguito a lungo le missioni Voyager.

La radiazione Lyman-alfa è particolarmente intensa nelle zone di formazione di nuove stelle. Ma dalla Terra il segnale si confonde con la radiazione solare che viene dispersa dagli atomi che vagano nello spazio, proprio come, durante il giorno, la luce solare viene dispersa dall'atmosfera terrestre impedendoci di vedere le stelle.

Finora gli astronomi hanno potuto osservare la Lyman-alfa proveniente da galassie lontane: a causa del fenomeno dello spostamento verso il rosso - cioè verso lunghezze d'onda maggiori - causato dall'espansione dell'universo, quella radiazione lontana è più facile da individuare. Quando invece proviene dalla nostra galassia, la radiazione Lyman-alfa non è spostata verso il rosso, e quindi si confonde con quella emessa dal Sole.

Veterane dello spazio

Lanciate nel 1997, Voyager 1 e 2 sono entrate nel 2004 nella regione più esterna del Sistema Solare, detta heliosheath o elioguaina, e ora si trovano a una distanza pari, rispettivamente, a 120 e 100 volte la distanza tra la Terra e il Sole.

Questa enorme distanza, assieme a un nuovo metodo di analisi messo a punto da Rosine Lallement dell'Osservatorio di Parigi, ha permesso agli autori dello studio - pubblicato questa settimana su Science Express - di distinguere la radiazione galattica da quella solare.

I nuovi dati "permetteranno ai fisici teorici di costruire modelli più raffinati dei processi che causano l'emissione e la propagazione della radiazione Lyman-alfa vicino al Sistema Solare", dice Avi Loeb, direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Harvard, che non ha partecipato alla ricerca. "E ciò permetterà di comprendere meglio le proprietà delle galassie lontane".

Intanto, le due sonde continuano a viaggiare e, nonostante i generatori di energia a bordo stiano perdendo potenza e alcuni strumenti scientifici abbiano smesso di funzionare, potrebbero riservare ancora sorprese. Nei prossimi anni raggiungeranno il confine estremo del Sistema Solare: l'eliopausa, dove il vento solare - particelle cariche emesse continuamente dal Sole - viene fermato dal mezzo interstellare, il materiale rarefatto di gas e polvere che, appunto, si trova nello spazio tra le stelle.

"Quando finalmente attraverseremo l'eliopausa ci sarà davvero tanto da imparare", conclude Sandel.

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