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4 Luglio 2003 ARCHEOLOGIA
smh.com.au
Fuori dal tempo
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Quando il più significativo esempio di arte rupestre aborigena trovato in 50 anni è stato rivelato al pubblico, questa settimana, è divenuto immediatamente un caso politico. Ma la valle del parco nazionale di Wollemi contiene molti segreti che attendono di essere scoperti, scrive James Woodford.

E´ una sensazione sconcertante guardare con i propri occhi qualcosa che si sa essere stato creato migliaia di anni or sono. Addirittura più potente è la consapevolezza che si tratti del penetrante sguardo di un´aquila a grandezza naturale, che ha volato attraverso i secoli sulle pareti di un rifugio di calcare, ed il cui significato religioso è ormai andato perduto.

Perfino un archeologo come il Dr Matthew Jelleher, che ha studiato quasi ogni sito conosciuto delle Blue Mountains e la maggior parte di quelli di Sydney, ha trovato l´esperienza particolarmente toccante.

Era il 6 maggio, quando un piccolo gruppo ha camminato per un giorno e mezzo attraverso i 500 000 ettari del Parco Nazionale di Wollemi per raggiungere un rifugio di roccia notato da alcuni escursionisti circa otto anni or sono.

Nell´Ottobre del 1995 gli escursionisti si erano imbattuti nelle antiche opere d´arte quando, nel corso di una passeggiata, si erano addentrati nel rifugio e avevano quindi notato una parete piena di incisioni e disegni, una scoperta accidentale che ha paralleli con la scoperta dei pini di Wollemi del 1994.

Sconcertati da quel che vedevano, gli escursionisti scrissero al Servizio dei Parchi Nazionali della loro scoperta e relativa ubicazione. Si è atteso fino ad oggi perché fosse finalmente esaminata in modo adeguato.

L´estremità orientale di Wollemi può essere vista dai grattacieli della città, ma il suo cuore selvaggio rimane una delle zone meno esplorate e uno dei paesaggi più stupefacenti del continente. Dozzine di canyon nel parco non sono mai stati visitati dagli europei e scienziati di discipline differenti, come botanici, archeologi ed entomologi sanno che nelle sue profondità vi sono tesori senza prezzo.

Malgrado fosse tardi nella mattina quando Kelleher ed i suoi colleghi arrivarono, la valle remota nella selvaggia Wollemi era ancora avvolta nell´umido, un dettaglio ulteriore a completare una scenografia già di per sé meravigliosa.

Era la prima volta che un gruppo scientifico riusciva a raggiungere il luogo e probabilmente solo la terza volta che gli occhi dell´aquila fissavano qualcuno in millenni di storia.

I primi visitatori moderni sono stati gli escursionisti, il secondo, il noto esploratore delle Blue Mountains, Andy McQueen, che recentemente aveva ricercato la rotta più sicura per raggiungere il sito per la spedizione scientifica.

Quello che archeologi e specialisti di arte rupestre hanno visto nel raggiungere l´entrata della grotta sono stati gli occhi dell´aquila bianca, incredibilmente penetranti malgrado li guardassero dal buio. Kelleher dice che era come imbattersi in un animale di notte. Dozzine di creature erano istantaneamente visibili e tutte drammaticamente affascinanti.

"Quando guardi queste cose, ti entrano davvero dentro" ha detto Kelleher. "Non sono uno che rimane impressionato dalle teorie new age, ma questo posto ha davvero un´energia speciale. Nessuno potrebbe recarsi in questo luogo, senza avvertire la stessa emozione.

"E´ senza dubbi il più spettacolare sito di arte rupestre nelle Blue Mountains e presumibilmente il miglior sito in tutto il comprensorio di Sydney. E´ davvero molto importante."

L´altra guida del team, il Dr Paul Tacon, principale scienziato ricercatore di antropologia al Museo Australiano, ha dichiarato che è passato mezzo secolo da quando una scoperta di arte rupestre simile per importanza non veniva compiuta nella regione di Sydney.

"Dobbiamo fermarci e dire ´Non riesco nemmeno a vedere tutto quello che c´è, perché ce n´è così tanto!" ha dichiarato Tacon. "E´ come osservare una di quelle stampe di Escher. Se guardi in un senso, vedi certe cose, ma se guardi un pochino di più e in modo leggermente differente, nuovi dettagli si rivelano in continuazione."

Tacon ed il suo collega, l´archeologo Wayne Brennan, hanno scoperto che nella grotta, almeno 11 strati di immagini sono stati sovrapposti gli uni agli altri. Essendo l´entrata profonda, e rivolta verso nord, è protetta dalle condizioni meteorologiche più avverse di Sydney – e tutelato così dalle infiltrazioni di umidità che hanno rovinato lo strato di polvere di gesso in siti simili. Lo stato di preservazione dei disegni è superbo e la finezza delle opere d´arte è sopravvissuta per millenni.

Il solo danno causato al sito è l´impatto della polvere.

Datare una simile scoperta è uno degli aspetti archeologici più controversi. Tacon, che non è estraneo a controversie circa le età dei siti su cui ha lavorato, non ha preso rischi con Wollemi. Nessuna opera di datazione è ancora stata attuata sui disegni. Piuttosto il team ha effettuato comparazioni con dipinti similari, altrove nella regione, che erano state datate in precedenza, e ha quindi calcolato approssimativamente quelli del sito di Wollemi. Basandosi su questo lavoro, tutti i 163 disegni sembrano essere stati fatti tra il 1600 ed i 2000 anni or sono. Alcuni delle incisioni potrebbero essere però risalenti ad un periodo compreso tra 2000 e 4000 anni or sono.

Una cosa, comunque, è certa - qualcosa riguardo a questo luogo, la cui precisa ubicazione sarà mantenuta segreta per proteggerne l´arte, era così culturalmente significativo che malgrado la sua inaccessibilità, i popoli arrivarono qui in continuazione, anche da molto lontano, per migliaia di anni.

Fino ad ora gli scienziati hanno identificato 203 motivi separati nel rifugio di roccia, lungo 12 metri, e profondo 6. Più di 160 di queste immagini sono disegni e circa 40 incisioni. Le opere d´arte sono state realizzate con quattro materiali principali –gessetto, argilla bianca, rossa e ocra gialla.

A dominare il sito vi sono circa 50 raffigurazioni di quelli che gli specialisti di arte rupestre chiamano "teriantropi" – figure per metà umane e per metà animali. Simili teriantropi sono stati trovati a Kakadu e normalmente questi esseri ancestrali erano associati al luogo dove venivano ritratti.

I più comuni ibridi uomo-animale al sito di Wollemi sono composti di uccelli e persone. La grotta ospita anche svariate figure mezze canguro-mezze uomo ed uno straordinario umano a due teste. "Potrebbe essere la rappresentazione di una persona di fronte ad un´altra" ha dichiarato Tacon.

Sulla parete vi è anche una credibile guida faunistica dell´area di Sydney che comprende canguri, altri piccoli canguri australiani delle paludi e dei cespugli, gechi dalla coda di foglia, una lucertola dalla lingua blu, koala, emù, un´echidna e perfino la straordinariamente rara raffigurazione di un vombato.

Principalmente, il sito è dominato da immagini che sono collegate agli uccelli – la metà dei soggetti essendo uccelli o volatili.

Il DR Tacon terrà una lettura pubblica sulla scoperta il 28 Agosto.

Nella foto: Un´antica guida agli antichi popoli di Wollemi... vombato, mani e braccia in incisioni rosse e bianche, ritenute essere tra le più antiche immagini al sito, probabilmente risalenti a 4000 anni or sono; le figure dalla testa di canguro simili a quelle trovate presso il Fiume Hawkesbury. Foto: Museo Australiano