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19 Novembre 2011 SCIENZA
Leggo
MAREA NERA: DISASTRO AMBIENTALE CONTRO LE COSTE BRASILIANE
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RIO DE JANEIRO - Oltre 163 km quadrati di marea nera nella baia di Guanabara (Rio de Janeiro), nel Brasile sud-orientale. Un inarrestabile disastro geologico dovuto a una probabile frattura nella roccia del fondale oceanico a 1200 metri di profondità. Lo spettro della catastrofe del Golfo del Messico aleggia quindi su questa nuova vicenda. Anche perché stavolta il petrolio non fuoriesce da un pozzo già produttivo, ma è collegato a una trivellazione preparatoria ed esplorativa della società Chevron. Il greggio inquina le acque dell'Atlantico a un inquietante ritmo di 300 barili al giorno circa: anche nel caso della piattaforma Bp circolavano cifre ufficiali così modeste.

Il petrolio ha cominciato ad affiorare giovedì scorso, in corrispondenza del campo petrolifero di Frade. E oggi minaccia anche la costa dove si affaccia l'area metropolitana di Rio de Janeiro. La Chevron, la società che opera a Frade, ha già provveduto a fermare la trivellazione di un pozzo di valutazione e ha inviato un robot per individuare il punto preciso delle perdite. Sono state infine mandate alcune navi nel tentativo di contenere i danni. La Chevron ammette che la sua trivellazione possa aver contribuito alla fuoriuscita del petrolio e sta ora preparandosi a turare definitivamente il pozzo di valutazione con fanghi pesanti. L'Anp ha approvato il suo piano d'azione.

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