PAVIA - Una voragine sotterranea profonda due metri e mezzo e lunga più di 15 metri si è aperta sul Lungoticino Sforza: la strada è stata chiusa al traffico ieri pomeriggio alle quattro e resterà chiusa almeno fino a domani sera nel tratto compreso fra piazza Berengario e porta Garibaldi. Per raggiungere la zona nord della città i possibili percorsi alternativi (indicati all'ingresso di Pavia a San Martino e all'uscita del ponte della Libertà) sono due: dal ponte della Libertà lungo viale Libertà, viale Cesare Battisti e poi piazza Dante e viale Matteotti; oppure, dalla rotatoria Bennet di San Martino, lungo la tangenziale che circonda Pavia. Sul Ponte Coperto non sarà ripristinato nemmeno provvisoriamente il doppio senso di marcia per evitare di convogliare traffico nei pressi del cantiere.
La voragine sul Lungoticino corre parallelamente al fiume più o meno al centro della carreggiata: "Ci rendiamo conto dei gravi disagi che comporta la chiusura al traffico di uno snodo cardine della viabilità â€" spiega l'assessore Antonio Bobbio Pallavicini â€". Ma siamo stati costretti a prendere un provvedimento d'urgenza per motivi di sicurezza. Il rischio maggiore era che la strada cedesse sotto il peso delle auto facendole sprofondare".
Le prime avvisaglie di cedimento si erano avute lunedì quando le squadre dell'Asm sono intervenute all'altezza degli orti Borromaici per verificare un avvallamento dell'asfalto: il cedimento era circoscritto ed è stato tamponato con materiale di contenimento. Martedì la pioggia ha impedito ulteriori sopralluoghi e interventi, ma ieri mattina la situazione è precipitata. E' stato anche necessario rimuovere alcune auto posteggiate sui controviali per consentire a scavatori e tecnici di lavorare in sicurezza.
"Ci siamo trovati di fronte ad una situazione imprevista e pericolosa â€" spiega il responsabile del servizio fognature di Asm Giampaolo Roscio â€". Man mano che la scavatrice apriva la strada ci rendevamo conto che la voragine sotterranea stava avanzando lungo le carreggiate. Portavamo in superficie terra asciutta, quindi è molto improbabile che abbiano ceduto le fognature, così come è poco probabile che sia stata la pioggia a scavare sotto il manto stradale".
Allo stesso modo, considerato il basso livello del fiume, i tecnici escludono che possa essere stato il Ticino a scavare sotto la sede stradale.
Con la strada aperta al traffico a senso unico alternato non è stato possibile raggiungere con gli scavi il tratto centrale del Lungoticino: alle quattro di ieri pomeriggio, così, il traffico è stato bloccato e gli scavi si sono allargati portando alla luce un vecchio cunicolo che, cedendo, potrebbe aver innescato la reazione a catena che ha fatto aprire la voragine sotterranea lungo un ampio tratto del Lungoticino.
"Per il momento possiamo fare soltanto delle ipotesi â€" spiega Roscio â€". Dovremo completare gli scavi per avere un quadro completo della situazione e dobbiamo avere un quadro completo prima di progettare un intervento".
Oltre alle squadre dell'Asm, sono sul cantiere anche i tecnici del settore strade del Comune: "La situazione è più che seria, è preoccupante â€" ammette l'assessore ai lavori pubblici Luigi Greco â€". Lavoreremo fino a notte, ma ancora dobbiamo individuare la causa del cedimento". Ma basteranno tre giorni di chiusura al traffico (con gli immaginabili disagi) per risolvere la situazione? "Dovrebbero bastare anche se per il momento è impossibile, fare previsioni esatte â€" spiega Luca Filippi, consigliere di Asm â€". Per accelerare i tempi le nostre squadre lavoreranno anche di notte: abbiamo già portato sul Lungoticino una torre di illuminazione per tenere aperto il cantiere almeno fino a mezzanotte. Lavorare di più, purtroppo, non è possibile perché i mezzi pesanti necessari devono avere a bordo un tachigrafo che limita le ore effettive di intervento".
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